Queste le note di Steve Vai, virtuoso della chitarra flessibile, musicista cresciuto alla corte di Frank Zappa e unico addetto alla trascrizione delle sue parti di chitarra. Di "Flexable", a suo tempo, si occuparono con magniloquenza tutti i giornali musicali dell’epoca (ricordiamo in modo commovente l’allora iperZappiano "Tuttifrutti", che pubblicava regolarmente il bollino per acquistarlo per corrispondenza). E a ragione, perché quello era e rimane un album eccellente, qui impreziosito da alcuni inediti veramente di rilievo. Il bello di questo album, o meglio del suo ritornare finalmente sugli scaffali, è nella sua capacità di riportare attenzione sull’universo musicale senza confini di Frank Zappa e sulla sua ironia capace di sbranare qualsiasi forma di ipocrisia. Per farvene un’idea ascoltate anche soltanto l’iniziale "Fuck yourself": testo da antologia del cinismo e dell’ironia, intelligenza musicale a profusione e un assolo di chitarra che non conosce eguali. Ecco, l’album è tutto così, senza di sdegnare - per puro divertimento - anche momenti più leggeri e ortodossi, come ad esempio nel caso dell’FM rock "You didn’t break it", quasi una scimmiottata divertita dei Van Halen di "Jump". Un bel regalo di Natale, per ricordarsi che l’intelligenza e il talento non passano mai di moda.
Tracklist:
"Fuck yourself" (inedito)
"So happy"
"Bledsoe bluvd"
"Natural born boy" (inedito)
"Details at ten"
"Massacre" (inedito)
"Burnin' down the mountain"
"Little pieces of seaweed"
"San Sebastian" (inedito)
"The beast of love"
"You didn't break it"
"The X-equalibrium dance" (inedito)
"Chronic insomnia"