«LOVING THE ALIEN (1983 - 1988) - David Bowie» la recensione di Rockol

Gli anni Ottanta di Bowie

Nuovo box per il Duca Bianco, dedicato al decennio buio dell'edonismo

Recensione del 17 ott 2018 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Alla c.a. di Mr. Bowie.

Buongiorno, perdoni il disturbo, non ci conosciamo. O meglio io so chi è lei, ma lei ovviamente non sa chi sono io e manco ha importanza – come dire: la differenza di piano, di campionato e di levatura è chiara e non posso neppure immaginare di avvicinarmi alla sua sfera. Però, capitandomi di leggere/scrivere quotidianamente di musica, ho deciso di provare a contattarla direttamente, dopo avere ascoltato l’ultima delle uscite archivistiche dedicate alla sua opera omnia.

La avviso, per correttezza, che non ho intenzione di adularla, né farle complimenti (del resto è materiale che mai le è mancato e mai le mancherà).

Piuttosto, dopo avere sentito questo “Loving the alien” (il quarto box in quattro anni a portare il suo nome), non sono riuscito a fare a meno di pensare che – con tutto il rispetto – avrei potuto farne a meno e impegnare il tempo in altra maniera; che so, leggendo, suonando, ascoltando altro, facendo una passeggiata…

Il motivo? Semplice: gli anni Ottanta sono stati un periodo difficile per tutti, nonostante la mano di smalto nostalgico che è stata stesa sul decennio. Anche per lei. E la sua musica era lo specchio di quella difficoltà: al netto di qualche hit spacca-classifica (“Let’s dance”, “China girl”…), la produzione che ci ha offerto comunque non ha lasciato il segno e l’impronta che il suo nome farebbe credere. Anzi.
Certo, ha tentato di abbracciare un sound che le garantisse un successo commerciale adeguato e in qualche caso la faccenda ha funzionato. Ma non del tutto. Per cui in questi 11 (!!!) dischi si trova un po’ di tutto, ma in gran parte materiale di qualità sub-standard, che mostra un momento di reale difficoltà e smarrimento. Che, per fortuna, forse dopo la scossa Tin Machine, lei ha poi superato – ma immagino se ne parlerà nel prossimo box: corretto?

Quello che voglio dire è che le frazioni più interessanti dell’intero “Loving the alien” sono quelle live. Il resto, anche se infarcito di remix e rimasterizzazioni, poteva anche risparmiarcelo. Ma capisco l’esigenza e la volontà di concludere un’operazione di archivio dettagliata. Il fatto è che non tutti sono fan completisti, quindi… l’appeal è basso.

Non le chiedo di rispondermi, ma al limite di pensare anche solo per un minuto a queste mie umili considerazioni. Per il resto ci risentiamo, magari, alla prossima uscita – senza giacche con spalline e tutte quelle cianfrusaglie anni Ottanta.

In fede,

a.v.

TRACKLIST

#1

#2
14. White Light / White Heat - Live '83, 2018 Remastered Version (05:36)
18. Space Oddity / Band Introduction - Live '83, 2018 Remastered Version (06:32)

#3

#4

#5
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