Recensioni / 16 nov 2018

Massive Attack - MEZZANINE 20TH ANN. - la recensione

20 anni di "Mezzanine"

Si celebra uno dei dischi fondamentali del trip-hop e degli anni Novanta elettronici

Voto Rockol: 4.5 / 5
Recensione di Daria Croce
MEZZANINE 20TH ANN.
Ims-Virgin (CDx2)

Bristol, intorno alla metà degli anni Novanta, fa da sfondo a una scena in cui musica e arte sono intrecciate indissolubilmente. Qui nascono i pilastri del trip-hop - Massive Attack, Tricky e Portishead - e un movimento fondamentale legato alla street art - Banksy, Inkie e Robert Del Naja.
“Mezzanine” dei Massive Attack prende vita proprio in questo ambiente, stimolante come pochi. È un figlio del suo tempo, condizionato nella forma e nello stile dal luogo in cui viene concepito, ma di una bellezza che non conosce età.

Proprio Robert "3D" Del Naja (che secondo alcune teorie si celerebbe dietro il misterioso pseudonimo Banksy) è uno dei fondatori dei Massive Attack, insieme a Grant "Daddy G" Marshall e Andrew "Mushroom" Vowles. Il progetto è più simile a un collettivo che a una band vera e propria, avvalendosi negli anni della collaborazione di numerosi artisti, tra cui Tricky, Tracey Thorn (Everything but the Girl), Sinéad O'Connor, Elizabeth Fraser (Cocteau Twins). 

La Fraser (che sarà sul palco coi Massive Attack in Italia, a febbraio, nell'ambito del tour commemorativo di "Mezzanine") è una delle voci di punta dell'album, quella che squarcia con dolcezza l’atmosfera dark dell’intero album, interpretando uno dei brani più suggestivi, “Teardrop”.
Che sia un disco cupo, si intuisce già dal primo pezzo, “Angel”, che con le sue ali nere ti guida in un crescendo di suoni scuri su una progressione di basso e batteria dub. “Risingson” è un altro capolavoro che attinge anche ai Velvet Underground, con un sample di “I Found a Reason” inserito nella parte finale.
“Inertia Creeps” è un viaggio nelle tenebre, tra percussioni serrate e sonorità arabeggianti, che si conclude con il passaggio a “Exchange”, uno dei pochi angoli di luce di questo terzo album in studio dei Massive Attack.
La voce soave della Fraser torna poi su “Black Milk” e “Group Four”, mentre nella title track Del Naja e Marshall rendono omaggio ai Gang of Four cantando “Give me evenings and weekends”, riprendendo quel “Please send me evenings and weekends” di “Return the Gift”.

“Mezzanine” compie 20 anni, ma non accusa l’usura del tempo: un fatto tutt’altro che scontato nella musica elettronica. E, come se non bastasse, a rendere eterno questo album ci hanno pensato gli stessi Massive Attack, rivolgendosi al laboratorio ETH Zurich affinché ogni traccia venisse codificata in molecole di DNA. È la prima volta che, nel mondo della musica, si ricorre a un’operazione di questo tipo. Ma, come assicurano dall’ETH, questo metodo consentirà di preservare “Mezzanine” per centinaia di migliaia di anni.

Per buona pesa, quest'edizione celebrativa dei 20 anni di "Mezzanine" (ovviamente rimasterizzata) offre una chicca: un disco in più di otto remix inediti, in chiave dub, curati da Mad Professor. Sei di queste tracce erano destinate a una versione di "Mezzanine" interamente remixata che non ha mai visto la luce; le restanti due sono “Metal Banshee (Mad Professor Mix One)” - versione dub di “Superpredators (Metal Postcard)”, cover di “Mittageisen (Metal Postcard)” dei Siouxsie and the Banshees - e “Wire”, originariamente inclusa nella colonna sonora del film “Benvenuti a Sarajevo”.