ARTO

Vaccino Dischi/La Barberia records (DIGITALE)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Marco Jeannin

Setti è Nicola Setti, modenese classe 1985. Nella vita fa il cantautore: il suo esordio risale al 2013 con “Ahilui”, disco cui fa seguito questo nuovo “Arto”. “Arto” che prende il titolo dalla passione di Setti per Arto Lindsay, ma non solo:

Il titolo è dovuto a Arto Lindsay che ho ascoltato molto in quel periodo, come ispirazione non tanto musicale ma come approccio, come amore per la canzone oltre che per il linguaggio (“Simply are” è davvero una delle canzoni più belle che ho sentito). Per mantenere l’inizio della parola A come “Ahilui". Perché è stato un disco dalla lavorazione e scrittura molto lunga: 1 anno di registrazione e lavorazione e quasi 4 di scrittura, come dare un braccio. Perché mentre ne scrivevo gran parte avevo davanti un bellissimo quadro che mi ha regalato Alessandro Formigoni (uno dei miei musicisti e artisti preferiti) con un maiale astronauta senza un braccio. Perché nella mia testa era un disco più arty ma in senso ironico, quindi che fosse una versione più ironica di arte. Perché aveva delle assonanze con heart e earth. Perché era il titolo di lavorazione e non ho mai trovato nulla che per me fosse più rappresentativo. Poi nella foto che abbiamo fatto per la copertina ho scelto un braccio in primo piano.

Come è facile intuire da questa cucciola introduzione, Setti è un tipo piuttosto ironico. Ironia che si riflette in questi dieci nuovi pezzi, prodotti dall’ormai fedelissimo Luca Mazzieri, mixati da Luca Lovisetto e masterizzati da Adrea Suriani all’Alpha Dept. Studio. Pezzi che definiscono il pop targato Setti, un pop suonato, indie e senza dubbio personale. Tra i Cani, ma senza i synth (“Iowa”), e i paladini indie per eccellenza, i Moldy Peaches, amanti part time, amici a tempo pieno (“Barbecue”), Setti ha confezionato un lavoro divertente e agrodolce, permeato di una sincerità quasi contagiosa. Un disco dichiaratamente divisi in due parti, un lato A più americano (nel senso che sono più che altro canzoni legate a una visione del tutto personale e immaginaria dell’America, sia per temi che forma), e un lato B molto più variegato e… libero.

L’album è un piccolo viaggio interiore ma anche in luoghi più o meno definiti che porta al concetto che infondo il disco è un piccolo manufatto che acquista senso grazie a chi ha attorno, chi lo ascolta o chi lo realizza. Come le storie che cambiano quando le racconti. Tra gli oggetti e i concetti. Come un arto che è necessario, produttivo, ma non ha molto senso staccato dal corpo, probabilmente.

Personalmente questo “Arto” è un disco che ho vissuto bene e che mi ha aiutato a capire meglio Setti come artista. Si sente che alcuni pezzi sono più vecchi di altri (“Mi mancavi” è del 2014, “Presente” era già uscita come demo su un EP), cosa questa che costituisce un background sicuramente interessante al tutto; si percepisce l’arco di trasformazione di Setti e questo per me fa la differenza. Questo e pezzi come “Orizzonte”, canzone semplice, poetica, bella.

TRACKLIST

01. Stanza - (01:39)
02. Iowa - (01:38)
03. Wisconsin - (02:31)
04. Barbecue - (02:30)
05. Woods - (03:17)
06. Bestia - (02:36)
07. Presente - (02:36)
08. Orizzonte - (02:22)
09. Mi Mancavi - (02:26)
10. Legno - (01:23)