«VIBRAS - J Balvin» la recensione di Rockol

La recensione di "Vibras" di J Balvin

Recensione del 28 ago 2018

La recensione

di Giovanni Aragona

Più che iniziare ad analizzare l’aspetto musicale, è interessante ripercorrere velocemente le tappe che hanno portato al successo J. Balvin. Nascere nei quartieri più malfamati di Medellin e diventare nel corso degli anni un punto di riferimento per tante generazioni di latini, esportando un prodotto negli Stati Uniti, è già di per se una bella storia. Ribaltando le coordinate temporali del nostro argomentare, e spostando l’asse su aspetti sociologici e culturali attuali, verrebbe spontaneo associare il successo di Balvin ad una rinascita di una nazione intera, la Colombia. Falcidiata dalle guerre del cartello e del narcotraffico, Medellin oggi è diventata un modello di sviluppo urbano e culturale per l’intero sudamerica, e la musica e l’arte, hanno contributo a questo processo di rinascita. A far compagnia a Fernando Botero, Doris Salcedo e Shakira, (solo per citarne qualcuno) il reggaeton di J Balvin, occupa un posto privilegiato. J Balvin ha 33 anni, viene prodotto dalla Universal Latin Music, è al quinto album in studio, annovera uno spaventoso seguito (in costante crescita) di follower (indistintamente da Facebook a Instagram) ha duettato con i più grandi artisti pop al mondo (Pharrell Williams su tutti), ed è stato remixato dalla più grande icona pop al femminile in circolazione: Beyoncé.

Questa ennesima fatica musicale del prodigio colombiano (oggi stabilmente localizzato negli Stati Uniti) risulterà essere alla lunga, una prova ampiamente superata. J Balvin, innamorato della dance hall, del reggaeton e del pop latino, aveva in testa una missione: riuscire a far innamorare gli anglosassoni della propria musica. E ci è riuscito. Come ha fatto? Avvalendosi di un vastissimo ventaglio di strumenti e di ospiti, puntando al cuore della gente con testi semplici ed efficaci, costruendo canzoni partorite con un solo scopo, ossia quello di diventare hit, e giocando  nuovamente la carta del cantato rigorosamente nella lingua madre, lo spagnolo. Risulterà strategica la scelta dei musicisti che accompagneranno il nostro eroe in questo lavoro: dalla messicana Carla Morrison (indie pop) alla bellissima brasiliana Annita (pop latino) ai portoricani idoli della dance hall, Zion & Lennox. I risultati, viste l’estrazioni musicali differenti, si sentono, e l’album vivrà di molte facce della stessa medaglia. Ascoltate la bellissima intro di “Vibras” (con Carla Morrison) colma di synth pop, velata di trap che anticipa “Mi Gente”, bomba ad orologeria capace di scatenare 2 miliardi di visualizzazioni su Youtube, o “Ambiente”, calda e colma di reggaeton. C’e’ ne per tutti i gusti: nostalgici del reggae, amanti del flamenco, sognatori del pop latino vecchia scuola targato anni ’90, il tutto servito in una spiaggia caraibica tra dance hall, donne, cocktail e marijuana. Bisognerà verificare, se questo prodotto funzionerà spalmato alla lunga, e se riuscirà a vivere in un lasso temporale dilatato. Ma questo al momento non interessa granché. Il segreto del successo, in maniera del tutto scontata, lo si potrebbe associare (giustamente) a “Mi gente”, capace di diventare nel giro di pochi mesi, una delle canzoni più ascoltate della storia recente. Si balla, ci si diverte attorno a quelle note, ma se provassimo a soffermaci per un attimo sul testo, potremmo cogliere una frase più forte dell’intera intelaiatura sonora: “La mia musica non discrimina nessuno”. Paraculata o meno, ha vinto J Balvin, anche questa volta.

TRACKLIST

01. Vibras (01:06)
02. Mi Gente (03:05)
03. Ambiente (04:08)
04. Cuando Tú Quieras (03:25)
05. No Es Justo (04:10)
06. Ahora (04:14)
07. Brillo (02:39)
08. En Mí (Interlude) (00:53)
09. En Mí (03:15)
10. Peligrosa (03:22)
11. Noches Pasadas (03:42)
12. Tu Verdad (03:25)
13. Dónde Estarás (03:11)
14. Machika (03:09)
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