«BEAUTIFUL LIFE - Rick Astley» la recensione di Rockol

Rick Astley torna con un album a tutto pop

Una delle icone pop degli anni '80 sforna un disco nuovo a distanza di soli due anni dal suo ritorno sulla scena musicale

Recensione del 08 ago 2018 a cura di Francesco Arcudi

La recensione

Una delle icone pop inglesi dei gloriosi Eighties, appartenente alla scuderia degli hit makers Stock/Aitken/Waterman: il buon Rick Astley aveva abbandonato la carriera musicale nel 1993, dopo una serie di singoli di enorme successo planetario. Chi non ricorda almeno “Never gonna give you up”, infallibile riempipista ancora oggi durante le serate anni ’80? Nel 2016 il comeback di Rick Astely, dal titolo “50” (come l’età ormai raggiunta dal cantante) è stato un disco di inaspettato successo, almeno in UK. Eccolo quindi riprovarci a distanza di solo due anni, con 12 brani interamente scritti da lui.

Diciamo subito che il disco non è all’altezza dei suoi momenti migliori, anche se si lascia ascoltare. Un album curato negli arrangiamenti e nella produzione, in cui la voce baritonale dell’autore fa la parte maggiore, e nel quale non mancano episodi notevoli. A partire dalla title track, quella “Beautiful life” dal ritmo soul/dance che invita a entrare in pista. Così come la successiva “Chance to dance”, tutto un programma già dal titolo. Mentre alcuni brani ricordano a chi scrive qualcosa del miglior Ronan Keating, vedi la bella ballata “Try”, senza nulla togliere al nostro Rick. Così come non è niente male il midtempo di “Better together” ,dalla melodia irresistibile che rimane in testa. Invece altri episodi sono meno riusciti: il punto più basso è “Every corner”, che sembra una canzoncina qualsiasi uscita da una qualunque edizione di Xfactor. “Shivers” è un altro bel pezzo che ricorda il miglior Ed Sheeran, mentre la conclusiva “The good old days”, parte piano e voce ma cresce fino ad un finale musicalmente teatrale, sebbene anche qui in qualche modo ci sia un eco di “già sentito” (“7 years”, grande successo di un paio di stagioni fa?).

In definitiva non un brutto disco, il nostro certamente sa come costruire dei brani accattivanti e radiofonici, nonostante la sua voce non abbia più la profondità baritonale di un tempo, ma certamente compensa con l’esperienza e con quella faccia ancora da eterno ragazzo. Un disco che comunque piacerà ai nostalgici degli Eighties e della musica orecchiabile.

TRACKLIST

01. Beautiful Life (03:43)
02. Chance to Dance (03:11)
03. She Makes Me (03:34)
04. Shivers (03:38)
06. Every Corner (03:24)
07. I Need the Light (03:05)
08. Better Together (03:12)
09. Empty Heart (04:14)
10. Rise Up (03:15)
11. Try (03:55)
12. The Good Old Days (03:47)
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