ANTHEM OF THE SUN (50TH ANNIVERSARY DELUXE EDITION)

Grateful Dead Productions. All Rights Reserved. (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Gianni Sibilla

Continua la ripubblicazione del catalogo dei Grateful Dead: tocca al secondo album, lo strano e sperimentale "Anthem of the sun", riportato alla versione originale del 1968 per i primi 50 anni.

I Dead sono sempre stati "strani" e "sperimentali". E i dischi "di studio" della band di Jerry Garcia fanno storia a parte, rispetto ai leggendari concerti - su cui la band ha costruito la reputazione. La leggenda vuole che la band non sia mai riuscita a catturare in studio quella magia. Al secondo disco già provò una strada alternativa, con uno strano, appunto, mix di registrazioni in sala e frammenti live. "Psichedelico", appunto, come la copertina, in perfetto stile California, che in questa nuova versione viene riprodotta in versione 3D.

Però in quei due lati, concepiti come un ciclo unico di canzoni, ci sono brani leggendari, come "That's It For The Other One", che sarebbe diventato un cardine delle improvvisazioni a venire. In scaletta non c'è "Dark star", pubblicata nell'indifferenza come singolo pochi mesi prima (leggendaria come poche altre canzoni - qua c'è la storia) ma c'è il lato B "New Potato Caboose". Il disco non ottenne grande attenzione - ma i Dead, poco dopo, incisero un uno-due che, quello sì, si fece notare: "Workingman's death" e "American beauty", dischi di canzoni-canzoni usciti nel '70-'71. Sull'onda di quell'attenzione, nel '71 band pubblicò un nuovo mix di "Anthem for the sun", più accessibile, e per oltre 40 anni è rimasto quello diffuso.

Questa ristampa per i 50 anni comprende, su CD, download e streaming, entrambe le versioni, fianco a fianco:  una rimasterizzata dal mix originale del 1968 e l'altra rimasterizzata dal più noto mix del 1971 più e un disco bonus di un live show inedito mai registrato, registrato il 22 ottobre 1967 a Winterland in San Francisco, CA. 

Le differenze tra le due versioni sono cose da filologi e fan sfegatati - mentre il live è interessante, con una versione di "That's It For The Other One" che già raddoppia in durata quella su disco. Per collezionisti, però, la vera chicca è la versione in picture disc, che comprende la versione del '71: la copertina, stampata su vinile, è pura gioia psichedelica per gli occhi.