Recensioni / 18 lug 2018

Quintorigo - OPPOSITES - la recensione

Lo yin e lo yang dei Quintorigo

Nuovo album in studio per una band sui generis: un doppio album con belle sorprese...

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Andrea Valentini
OPPOSITES
Incipit Records (Digital Media)

Sarebbe troppo facile catalogare i Quintorigo come gruppo jazz. Tante sono le contaminazioni nella loro musica, dalla classica al rock, dal blues al funky. Il risultato è, da sempre, una ricetta originale dagli ingredienti equilibrati e dal gusto sorprendente.

Sono passati 20 anni dall’esordio con “Dietro le quinte” e il quartetto romagnolo celebra la ricorrenza con un disco (anzi, due, essendo doppio) certamente non facile al primo ascolto, ma godibilissimo: “Opposites”. La dichiarazione di intenti è chiara già dal titolo e dalla grafica di copertina, che richiama una rappresentazione musicale del concetto di yin e yang. E gli opposti, in questo album, ci sono eccome.

Il doppio disco è diviso, infatti, in una prima parte di inediti, che vede anche la partecipazione di Enrico Rava (“1977”, “Opposite Attract”, “Waltz for Naima”), e in una seconda di cover. In quest’ultima, i Quintorigo si muovono con disinvoltura da David Bowie (“Space Oddity”) a Ornette Coleman (“Congeniality”), dai Rage Against The Machine (“Killing In The Name”) a Duke Ellington (“Boy Meets Horn”) e, ancora, da Kurt Weill (“Alabama Song”) a Thelonious Monk (“Well You Needn't / Think Of One”).

A chiudere le danze, un omaggio da gran finale: “You Got To My Head”, un classico di Billie Holiday, con il tocco elegante di Joe Pisto.

I Quintorigo superano brillantemente l’esame nel confrontarsi con i grandi, sia del jazz che del rock, e non solo perché sono ottimi musicisti, compositori e interpreti. La loro vera forza, forse, sta nella leggerezza o, meglio, come si accennava poco sopra, nella disinvoltura con cui si muovono in un panorama musicale tanto vasto. Perché, riprendendo un passo de “Il monello, il guru, l’alchimista” di Stefano Bollani: “Oggi non esiste più questa intercambiabilità, la possibilità di frequentare ambienti diversi, come invece facevano Trovajoli e Kramer, il quale passava dal dancing al teatro, dalla TV alla musica leggera e poi tornava al jazz, e lo faceva sempre con disinvoltura. Forse disinvoltura è proprio la parola giusta, mi piace più di libertà”.

TRACKLIST

#1
01. 1977 - (05:20)
02. Special Mind - (03:32)
03. Aeneis - (06:35)
04. A Pigeon's Overview - (03:02)
05. Opposite Attract - (05:26)
06. Grey Comedy - (07:35)
07. Suit-And-Tie Bandits - (02:56)
08. Dust Town - (04:24)
09. Fuck the Bank - (03:11)
10. The Great Surrender - (06:14)
11. Waltz for Naima - (04:00)

#2
01. Congeniality - (04:33)
02. Stolen Moments - (06:18)
03. Well You Needdn't / Think of One - (04:14)
04. Space Oddity - (05:34)
05. Jeru - (03:02)
06. Blue Rondo a La Turk - (04:12)
07. Killing in the Name - (05:13)
08. Boy Meets Horn - (03:25)
09. Alabama Song - (05:46)
10. You Go to My Head - (05:15)