«KIDS SEE GHOSTS - Kanye West & Kid Cudi» la recensione di Rockol

KIDS SEE GHOSTS: straordinari Kanye West e Kid Cudi, la recensione dell'album insieme

Kanye West e Kid Cudi per un disco che è anche un viaggio dentro la depressione e la malattia mentale. Lucidissimo, introspettivo e con sample di Louis Prima e Kurt Cobain

Recensione del 14 giu 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Anche questa volta dietro il suo (apparente) caos, Kanye West è riuscito a trovare una nuova modalità di lancio per far parlare di sé e del suo ritorno sulle scene.

In questo caso però non c'entrano le strategie comunicative e l'uso spregiudicato dei social o di astruse dichiarazioni alla stampa, conta invece il duro lavoro in studio di produttore, beat maker, compositore e rapper svolto da West in uno sperduto studio nel Wyoming durante il lungo periodo di pausa post-crisi. Quando qualche mese fa millantava via twitter che la sua G.O.O.D Music avrebbe fatto uscire a giugno 5 dischi da lui interamente prodotti, uno ogni settimana, abbiamo pensato alla solita sparata. E invece è tutto vero. E' iniziato il 1 giugno con lo scintillante e grintoso “DAYTONA” di Pusha T, poi con il lavoro pieno di luci e ombre “YE” intestato a sé stesso e si prosegue poi con questo KIDS SEE GHOSTS, nome dietro al quale si celano lo stesso West e Kid Cudi. Verosimilmente, quindi, usciranno, il 15 il disco di Nas e il secondo di Teyana Taylor. Tutti prodotti da Kanye West. Tutti composti, come gli altri, da 7 brani e dalla durata complessiva di 23 minuti.

Ma parliamo di questo KIDS SEE GHOSTS. La collaborazione West-Cudi non è nuova, ma risale al periodo di “808 & Heartbreak” (2008), il rivoluzionario disco gelido e introspettivo di West che fu molto influenzato dall'allora esordiente Cudi con il suo canto appena intonato e stoned , marchio di fabbrica che ha in seguito plasmato anche lo stile di Drake e The Weeknd. Il sodalizio tra i due poi ha avuto nel tempo degli alti e dei bassi. Diciamolo subito, “Kids See Ghosts” è un disco straordinario sia musicalmente che emotivamente. Era da tempo che le rime di Kanye West non erano così ispirate, i beat brillanti, i campioni efficaci, un mood psichedelico tra incubo e speranza e una produzione incisiva seppur minimalista e old school.

Kids See Ghosts è incentrato principalmente sulle lotta affrontata dai due protagonisti contro la depressione e la malattia mentale, come ben illustrato dal disegno in copertina di Takashi Murakami. Oltre al conosciuto disturbo bi-polare diagnosticato a West (già raccontato ampiamente in “Ye”), nel 2016 Kid Cudi è stato ricoverato per depressione e impulsi suicidi. In questo disco sparisce completamente il machismo tipico dell'hip-hop per mettere a nudo le debolezze e la loro vulnerabilità (come pure lo era 4:44 di Jay Z in cui esponeva la sua fragile mascolinità, pentendosi dei tradimenti coniugali verso Beyonce).

Il disco parte con Kid Cudi che intona “I can still feel the love”, e finisce con lo stesso Cudi che nel crescendo di “Cudi Montage” prega “Lord shine your light on me, save me, please. Stay Strong”. In mezzo c'è un lungo viaggio nelle tenebre della mente dei due, tra dolore e redenzione, meditazione e guarigione, gioia e perdizione. Così Kanye si esibisce nel suo alfabeto nonsense che nella spettrale “Feel the Love” ricorda il "Din Daa Daa" del musicista tedesco George Kranz, poi prende un sample da un pezzo del 1936 di Louis Prima (il banger “4th Dimension”), prosegue il discorso iniziato su “Ghost Town” contenuto su “Ye” con 'Freeee (Ghost Town Pt. 2)' e infine un campione di Kurt Cobain, “Burn the rain”, tratto da “Montage of Heck” fa da struttura per la conclusiva “Cudi Montage” (peraltro è piuttosto inquietante prendere il campione di un artista suicida per una canzona sulla lotta alla salute mentale).

Una menzione a parte merita però “Reborn”, fulcro emotivo dell'intero disco, una sorta di ninna nanna per i demoni interiori, una sorta di funerale dell'ego e la rinascita della pace interiore: “I was off the chain, I was often drained / I was off the meds, I was called insane / What a awesome thing, engulfed in shame” rappa un mai così intenso e ispirato Kanye West.

In tutte le 7 tracce beat di West si sposa a perfezione con le inclinazioni un po' stoned di Cudi, che per “Burn In The Rain”, molti è l'autore principale di questo “Kids See Ghosts”. Un disco così pieno e intenso che, al contrario degli altri due “Daytona” e “ye”, non viene da lamentarsi per la scarsa durata. 

TRACKLIST

01. Feel The Love (02:45)
02. Fire (02:20)
03. 4th Dimension (02:33)
04. Freeee (Ghost Town Pt. 2) (03:26)
05. Reborn (05:24)
06. Kids See Ghosts (04:05)
07. Cudi Montage (03:17)
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