«CANONE INVERSO - SOUNDTRACK - Ennio Morricone» la recensione di Rockol

Ennio Morricone - CANONE INVERSO - SOUNDTRACK - la recensione

Recensione del 08 mar 2000

La recensione

Premessa musicologica: il canone inverso è una particolare struttura musicale impiegata normalmente in brani di tipo polifonico, come la 'fuga' per intenderci, realizzata da due o più parti vocali o strumentali, che consiste nel far iniziare una melodia da una sola parte e di farla seguire, dopo un dato intervallo, da una diversa parte che ne propone il disegno melodico con moto contrario. In questo caso, però, "Canone inverso" è il titolo del romanzo di Paolo Maurensig che Ricky Tognazzi ha trasformato in film, aggiungendoci un sottotitolo -Making love - che già la dice lunga sulle ambizioni della pellicola. Raccontando la storia del violinista Jeno Varga che, alla vigilia dell'invasione russa in Cecoslovacchia, ripercorre la sua vicenda di musicista e di uomo (l'amore per Sophie, l'amicizia con il giovane David Blau), Ricky Tognazzi ha infatti voluto costruire un film pensato per il gusto del pubblico straniero, con un cast per questo ricco di attori di maggiore o minore fama internazionale (tra cui anche Gabriel Byrne). Il risultato è di un manierismo stucchevole e pretenzioso, che ha portato la critica a definire questo film come una delle peggiori pellicole italiane delle ultime stagioni. E se il film è retorico nell'esagerazione dei chiaroscuri - come fotografia ma anche come disegno dei caratteri e delle situazioni - e nel pathos troppo esasperato, la musica composta da Ennio Morricone per l'occasione si adatta al prodotto alla perfezione. Perché è una musica di maniera, sfornata da un musicista (Morricone, appunto) che negli ultimi tempi mostra la tendenza preoccupante a essere sempre più simile a se stesso, ad autocitarsi, a "morriconeggiare", sfornando colonne sonore sempre meno capaci di lasciare il segno. E questa di "Canone inverso" è, per così dire, una colonna sonora di routine, che, tra inserti classici di Bach e Paganini e una reinvenzione del "Chiaro di luna" di Debussy, ci regala qualche virtuosismo al violino e melodie strappalacrime, prevedibili come un romanzo rosa di Barbara Cartland. Come la pellicola, anche la musica mira a una perfezione formale classicheggiante inevitabilmente fredda e falsa, con il risultato che l'ascolto non regala grosse emozioni né riserva interessanti sorprese. Per capire se sia colpa di un film piuttosto sterile o di una vena compositiva non più ricca, non resta che aspettare di vedere di nuovo all'opera il maestro.

TRACKLIST

01. Canone inverso primo
02. Tema d'amore disperato
03. Finale di un 'Concerto romantico interrotto' per violino, pianoforte (in
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