SO SAD SO SEXY

LL Recordings/RCA Records (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Di Milia

Una drammatica fatalità sembra muovere le pulsioni di Lykke Li. Senza farsi mai scalfire troppo dal clamore delle classifiche, la seducente alchimia di elettronica e voce dell'artista svedese si ritrova, in una nuova ombrosa combinazione, nell’ultimo “So Sad So Sexy”. L’album arriva a quattro anni di distanza dal precedente “I Never Learn”, in un periodo in cui la giovane cantante si è tenuta parecchio impegnata portando avanti progetti su più fronti: un figlio avuto nel 2016 con il compagno, il musicista e producer Jeff Bhasker (produttore, tra l’altro, dell’affermato debutto solista di Harry Styles), un trasferimento da Stoccolma a Los Angeles, una collaborazione più che importante con gli U2 - il suo contributo su “The troubles” tratta da “Songs of innocence” del 2014 è l’unico intervento vocale esterno alla band irlandese - e pure la formazione del supergruppo dei LIV insieme a Andrew Wyatt e Pontus Winnberg dei Miike Snow, Björn Yttling dei Peter Bjorn and John, e lo stesso Bhasker, con quattro singoli all’attivo, tra cui la fortunata “Wings of love”.

Il ritorno come solista è stato anticipato dai singoli “Hard rain” e “Deep end", mettendo subito in chiaro le intenzioni della Li di voler sperimentare territori evidentemente fertili con l’utilizzo di beat presi in prestito dalla scena trap e di influenze R&B. Le soluzioni tracciate sono al solito diafane e in “So Sad So Sexy” si caricano di un nuovo sensuale magnetismo, meditativo e al tempo stesso avvolgente. Il ritmo quasi finisce per diluirsi nell’elettronica malinconia che caratterizza il disco, ammantandolo di una nuova penetrante bellezza. Lykke Li mette sul piatto le insicurezze del suo vissuto, in un mondo di chiaroscuri governato dalle passioni. Così, nel gelo delle sequenze computerizzate, emerge lo spirito etereo e sfuggente di una giovane donna imbrigliata tra i dettami del suo cuore. 

C’è un senso profondo di romantica vulnerabilità nelle storie di “So Sad So Sexy”. Il suono ipnotico e intenso dell’album si spezza in traiettorie sempre differenti, aperte alla contaminazione nel dancefloor di “Two nights”, chiuso dal featuring del rapper Aminée, e si fanno struggenti in “Last piece”. La ragazza di Ystad mostra un’enfasi epica nella title track, in cui trasmette la sua migliore essenza di desiderio e delicatezza. Ancora, le parole diventano una sentenza con “Bad woman” in un carosello instabile di sesso, ugge e giornate trascorse con gli occhi gonfi di trucco e lacrime. Anche quando ammette "Sono una donna cattiva, ma sono sempre la tua donna" e "La nostra è una storia triste, ma è sempre la nostra storia”.

Lykke Li abbraccia con decisione melodie fosche dove synth e orchestrazioni, messi a punto da un team esagerato di produttori - tra cui il partner, ma anche nomi eccellenti come T-Minus, Skrillex e Rostam Batmanglij dei Vampire Weekend - le permettono di riversare nelle tracce le paure e le contraddizioni che la animano. Il lavoro riesce a trasmettere, attraverso il contrasto tra un’esteriore glacialità e il susseguirsi di intimi episodi, la sensazione di quel calore che in apparenza sembra mancare del tutto. In questo senso, la chiusura con “Utopia”, il cui video casalingo è una manifestazione di un’infanzia un po’ fricchettona ma anche di sincera gratitudine, è quella di una conclusione che vuole aprire uno spiraglio di luce, raccontando il proprio grande amore con una semplice ammissione: "L'utopia è tutto ciò che mia madre ha sempre voluto per me e tutto ciò che ho sempre desiderato per lui"

Il senso di disagio e di sconfitta è lì, sempre palpabile, eppure Lykke Li riesce a farne un punto di forza, restituendo alla fine un barlume di speranza ai propri affanni. Triste e sexy, proprio come certe sfumature della vita.

TRACKLIST

01. hard rain - (03:30)
02. deep end - (03:05)
03. two nights - (03:24)
04. last piece - (03:05)
05. jaguars in the air - (03:37)
06. sex money feelings die - (02:19)
07. so sad so sexy - (03:32)
08. better alone - (04:31)
09. bad woman - (03:14)
10. utopia - (03:43)