«FRUCTUS - Marco Iacampo» la recensione di Rockol

Iacampo: leggi qui la recensione di "Fructus"

A tre anni di distanza da "Flores", Iacampo torna con undici inediti a chiusura della trilogia iniziata con "Valetudo".

Recensione del 14 mag 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Direi che è giunto il tempo di tirare le somme.  Ripartendo da dove c’eravamo interrotti, di “Flores”, lavoro datato 2015, si parlava qui su Rockol come di un …disco intimo, senza essere troppo intimista, in quel senso che questa presunta “Canzone d’autore” ha reso uno stereotipo. E ancora. Il bello di “Flores” è quello di essere un lavoro contemporaneamente radicato nel cantautorato italiano, con ballate delicate come “Ogni giorno, ogni ora”, e allo stesso tempo più difficile da incasellare, pur con canzoni sostanzialmente basate su sei corde acustiche e un’importanza data alla parola e alle storie, come il “Nuovo bestiario veneto” e soprattutto “Due due due”. 

“Flores” di Iacampo si apriva poi con quella “Pittore elementare” che nel corso degli anni successivi è diventata un po’ la punta di diamante della produzione del cantautore veneziano; alla luce dei fatti, credo si possa tranquillamente dire la stessa cosa di “Flores”. Per lo meno fino ad oggi, che tra le mani abbiamo il terzo capitolo della trilogia iniziata con “Valetudo”:

“Valetudo, Flores et Fructus”. Vale tutto, vale sempre, vale metterci il cuore: sia quando i fiori del destino attirano e fanno muovere le cose senza che noi possiamo decidere nulla, sia quando arriva il frutto del nostro lavoro e delle nostre scelte consapevoli.

Il frutto del lavoro di Iacampo, un lavoro che ha occupato sei anni della sua vita, è letteralmente questo nuovo “Fructus”, disco che nasce con lo scopo di chiudere un ciclo, presentandosi come sintesi definitiva del proprio autore. Perché è esattamente di questo che stiamo parlando: gli undici pezzi di “Fructus”, scritti interamente da Marco Iacampo, prodotti da Iacampo stesso con Leziero Rescigno e Gui Amabis (elemento fondamentale, capiremo poi perché), sono l’espressione più pura del songwriting che ha contraddistinto l’intera produzione dell'artista veneto in tutti questi anni. Pezzi acustici, nati immancabilmente dalla chitarra, d’impronta cantautorale con quel pizzico di indipendenza in più data dalla scelta dei suoni e degli arrangiamenti, vero elemento distintivo di Iacampo. Il nostro José Gonzalez, si conferma dunque abile e raffinato scopritore di suoni, tessitore di trame sempre estremamente delicate e di ampio respiro che creano atmosfere calde, quasi piacevoli al tatto. “Fructus” amplia ulteriormente questo panorama andando a pescare dall’opera del già citato Amabis, artista e produttore brasiliano campionato a dovere per dare al tutto quel qualcosa in più, quel sapore vagamente esotico in grado di trascendere con delicatezza il folk e il pop che impregnano il disco. Il risultato è un’opera omogenea, fluida, morbida e quasi misteriosa nel non essere del tutto inquadrabile. Rappresentazione perfetta del proprio autore, cantastorie di prim’ordine. Introdotto dal primo singolo, “La vita nuova”, degna erede di “Pittore elementare”, in “Fructus” spiccano pezzi come “Dormi fino a un giorno nuovo”, “I demoni” e la bellissima “Dividi il pane” che ci ricorda come l’antico adagio meno è meglio valga sempre più di tutto.

Tra fiori, frutti e lo spettro del tempo che passa, Iacampo si conferma per l’ennesima come una delle voci più belle ed autentiche che abbiamo in casa. Un patrimonio da preservare.

TRACKLIST

01. Il Frutto Del Deserto (04:13)
02. La Vita Nuova (03:39)
03. Le Mie Canzoni (04:28)
04. Dormi Fino A Un Giorno Nuovo (04:14)
05. Dividi Il Pane (03:53)
06. Così Buono (03:33)
07. Un Giorno Splendido (03:45)
08. Fiore Di Campo (03:14)
09. I Demoni (03:15)
10. Riva (04:23)
11. Anni Luce (04:39)
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