INTO THE FLOW

Believe Digital (Digital Media)

Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Mattia Marzi

Quando si presentò ai provini di "X Factor" Nathalie probabilmente pensava che il talent show potesse rappresentare una buona vetrina per farsi conoscere dal grande pubblico, dopo anni di gavetta e concerti nei club romani (e non solo). La sua fu una delle vittorie più strane: il suo cantautorato folk-rock, un po' Tori Amos un po' Alanis Morissette, ebbe la meglio sul teen idol Davide Mogavero (che qualche anno dopo ci riprovò, presentandosi - senza successo - ad "Amici"). Fu una sorpresa. Eppure la strada della cantautrice italo-belga dopo il talent è stata praticamente tutta in salita, tra occasioni sprecate e dischi che non hanno avuto molta fortuna. I suoi (ex) discografici volevano farla lavorare con un produttore italiano molto noto, per cercare di dare un taglio più "pop" ai suoi pezzi: ma lei si è opposta e alla fine ha deciso di rompere con la major. Ora riparte daccapo, con un album - questo "Into the flow" - che rappresenta un ritorno alle radici.

Dopo la rottura con la major, Nathalie è tornata a lavorare da indipendente. Ha messo su un team di lavoro (tra produttori, musicisti e collaboratori) e si è focalizzata solamente sulla sua nuova musica. Questo nuovo album, che arriva a ben quattro anni di distanza dal precedente "Anima di vento", è frutto di mesi di lavoro, false partenze e ripensamenti. Come suggerisce lo stesso titolo, "Nel flusso", è un concept sull'acqua, che a pensarci bene è l'elemento che ha dato origine alla vita - e che non a caso viene comunemente interpretato come principio vitale e rigenerativo. Tutti i pezzi (7 in inglese, 3 in italiano) portano la firma di Nathalie, che ha curato la produzione artistica e gli arrangiamenti insieme a Luca Amendola dei Kutso e a Francesco Zampaglione (ex Tiromancino).

"Into the flow" è un album rock: ritornando alle sue radici, alle origini, a chi era prima di "X Factor", Nathalie è andata a riscoprire i suoi punti di riferimento, le grandi cantautrici rock degli anni '80 e '90. Il piano rock di Tori Amos ("In a trash can"), il rock post-grunge di Alanis Morissette ("Siamo specchi"), il pop-rock un po' onirico à la Kate Bush ("Smile"), il baroque pop in stile Fiona Apple ("The ocean tide"), il rock alternativo di PJ Harvey ("I feel a stranger"). È un disco molto suonato: in primo piano c'è il suono corposo e spigoloso del basso, delle chitarre e della batteria. Ma non mancano episodi più melodici e intimisti, come "Tra le labbra", che richiamano un po' la Nathalie di "Vivo sospesa".

Nathalie ha cambiato anche la sua attitudine. Ora sembra decisamente più sfrontata e meno timida che in passato, non si muove più "In punta di piedi", mostra i denti e arriva dritta al punto senza troppi giri di parole. "In a World of questions, answer!", urla la sua voce graffiante nel ritornello del primo pezzo del disco, che è lo slogan perfetto del disco e della nuova Nathalie.
Questo album è la sua risposta.

TRACKLIST

01. In a World of Questions - (03:33)
02. Smile-In-a-Box - (03:18)
03. Tra le labbra - (03:35)
04. Siamo specchi - (03:43)
05. Dancer in the Rain - (04:38)
06. In a Trash Can - (03:23)
07. In un vortice - (03:28)
08. I Feel a Stranger - (03:34)
09. The Ocean Tide - (04:10)
10. Who We Really Are - (03:38)