«LUB DUB - A Toys Orchestra» la recensione di Rockol

A Toys Orchestra: leggi qui la recensione di "LUB DUB"

Il commovente ritorno di Moretto e soci, a quattro anni di distanza da "Butterfly effect"

Recensione del 08 mag 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Lub” e “Dub” sono i due suoni generati dalle valvole del cuore umano. Due “parole” che ci risuonano in petto dall'alba dell'umanità, prima ancora che le parole stesse acquisissero un senso. Lub Dub è il mantra cardiaco che continua a ripetersi all'infinito e che l'umanità tutta canta in coro da ancor prima che si levasse in piedi. Neri, bianchi, giovani, vecchi, belli, brutti, buoni, cattivi.. non c'è differenza.

“Lub dub” è anche il titolo del nuovo album firmato A Toys Orchestra. Sono passati quattro anni da “Butterfly Effect” e dopo aver chiuso il tour a fianco di Nada in veste di backing band, i ragazzi sono tornati in studio per riprendere il filo di un discorso che nel corso del tempo si è fatto vuoi psichedelico (“Technicolor dreams”), indie duro e puro (l’ottimo “Midnight talks”), talvolta pop, coloratissimo ed entusiasta (“Butterfly effect”). “Lub dub” è il disco numero sette dell’orchestra, e lo spettro del tempo inizia a farsi sempre più consistente; non lo dico in senso negativo, sia ben chiaro: per quanto riguarda le idee, quelle ci sono e l’inchiostro nella penna di Moretto sembra ancora parecchio. Il tempo che passa lo si percepisce nella pesante malinconia che attraversa tutto il disco:

“Lub Dub” è Il testo della colonna sonora della vita di tutti. Sono le parole che il petto usa per darci conforto, per sostenerci, per incoraggiarci, per spronarci. E più ce n’è bisogno e più il cuore urla forte il suo mantra. Quando abbiamo bisogno di più di quanto abbiamo bisogno: “Lub Dub”; quando ci ripetiamo di andarci piano: “Lub Dub”; quando balliamo da soli: “Lub Dub”; quando ci domandiamo troppi perché: “Lub Dub”; quando piangiamo per amore: “Lub Dub”; quando mostriamo la faccia: “Lub Dub”; quando riceviamo fiori e caramelle: “Lub Dub”; quando cerchiamo qualcosa o qualcuno in cui credere: “Lub Dub”; quando il corpo ci mente: “Lub Dub”; quando vogliamo qualcuno da abbracciare: “Lub Dub”.

Malinconia cercata e voluta, malinconia che si riversa negli arrangiamenti e più in generale nel taglio quasi elegiaco che caratterizza i pezzi di “Lub dub”, nella bellissima opening “More than I need”, passando per la scanzonata e iper A Toys Orchestra “Take it easy”, alla ballad crepuscolare “Dance lady dance” seguita da una creatura ibrida quale “Tiger claw”, pezzo che ad una strofa alla U2 (un po’ “One”, no?) unisce un ritornello tipicamente Laneganiano, e dalla compassata, ironica e minimale “Like a Matisse”. “Show me your face” tiene il ritmo sempre piuttosto controllato, riprendendo il tono malinconico di cui sopra, ritmo che si abbassa inizialmente ancora di più in “Candy & Flowers”, pezzo dal retrogusto beatlesiano che cresce lentamente e con tanta delicatezza. La riprese passa quindi dal pop di “Believe”, ultimo stralcio di luce prima di “My body is a lie” (non più cage a quanto pare), il cui organetto la dice piuttosto lunga, e a una “Someone like you” che manco Adele. Ecco, la pesante tristezza di “Someone like you” è perfetta per introdurre quello che è a tutti gli effetti il pezzo migliore del disco e, a mio modesto parere, in assoluto uno dei migliori degli A Toys Orchestra dall’inizio dei tempi: “Lub dub”: cinque minuti e venti di puro magone indie, un susseguirsi di ricordi, di immagini, profumi e sensazioni che si alternano al ritmo del battito del cuore strappando più di una volta un sorriso amaro:

… e anche quando restiamo soli, c'è una voce che continua a parlarci, una voce che ripete solo due parole, che non significano niente ma significano tutto, che non dicono niente ma che dicono tutto: Lub Dub - Lub Dub - Lub Dub - Lub Dub - Lub Dub…

Scritto interamente da Enzo Moretto,  sviluppato, arrangiato e suonato dagli A Toys Orchestra, prodotto, registrato e mixato da Giacomo Fiorenza, “Lub dub” è il disco che ci si poteva e doveva aspettare dalla band salernitana. Un gran bel ritorno: ci siete mancati ragazzi.

TRACKLIST

01. More Than I Need (04:28)
02. Take It Easy (03:22)
03. Dance Lady Dance (03:55)
04. Tiger Claw (03:46)
05. Like A Matisse (02:09)
06. Show Me Your Face (05:33)
07. Candies & Flowers (04:11)
08. Believe (04:13)
09. My Body Is A Lie (04:15)
10. Someone Like You (02:43)
11. Lub Dub (05:20)
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