«MEGAPLEX - We Are Scientists» la recensione di Rockol

"Megaplex" il pop secondo i We Are Scientists

Il nuovo album del duo statunitense alla ricerca del ritornello perfetto

Recensione del 14 mag 2018 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Raggiunta la ragguardevole saggezza dei diciotto anni di attività, i We Are Scientists festeggiano il traguardo lasciandosi trasportare dall'entusiasmo. In vista dell’uscita di "Megaplex”, infatti, il duo di Claremont ha dichiarato a più parti la straordinaria potenza, esaltante e nostalgica al tempo stesso, del nuovo album.

Keith Murray e Chris Cain hanno forse esagerato nei toni, ma non si può certo nascondere che il disco, intitolato come un multisala, sia realmente un lavoro in grado di mettere d’accordo le diverse tendenze presenti nel loro sound, ben ancorato a quel florido periodo in cui gli alternativi raccoglievano - chi più, chi meno - consensi a mani basse. Tra Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Maxïmo Park, Kaiser Chiefs e Two Doors Cinema Club, i W.A.S. hanno di fatto rappresentato la corrente più scanzonata dell’intero movimento.

In questa nuova fase i due musicisti hanno preferito una produzione meno esplosiva, senza per questo rinunciare a lanciare qua e là delle buone caramelle pop. “Megaplex” è a tutti gli effetti un disco piacione, in cui ciascun brano è frutto di stratificazioni di elettronica e acustica, in un ibrido caratterizzato da quella freschezza che nelle precedenti uscite della formazione americana aveva iniziato a latitare pericolosamente. Ritrovato un buon equilibrio di gioiosa frivolezza, parte della forza attrattiva che i We Are Scientists avevano perso nel corso degli anni è stata infatti recuperata in favore di una decisa svolta verso soluzioni più ammiccanti. Messa perciò in soffitta la serrata velocità dei componimenti in cui si produceva l’ex trio - del gruppo faceva parte agli inizi anche il batterista Michael Tapper - il mix offerto nelle sue differenti coloriture risulta facile quanto immediato.

Il disco scorre all’insegna della melodia mid-tempo, dalle atmosfere dream alle soluzioni più decise, aperto dal buon intro al sintetizzatore di “One in, one out”, in cui il cantato e la chitarra riverberata che ne fa da sottofondo confluiscono in un ritornello giocoso che sostiene l’intero brano. I toni di “Megaplex” così introdotti restano tali per l’intero album, oscillando tra episodi più o meno solidi, tutti saldamente impegnati a centrare il ritornello e rivitalizzare le fortune che furono di Visage e Prefab Sprout. In “Your light has changed" i We Are Scientists spostano l’accento sulle distorsioni di chitarra e basso recuperando parte del loro passato e in “Now or never” presentano l’ideale colonna sonora di un teen drama televisivo, mentre con “Not another word" arrivano le luccicanti tastiere anni Ottanta e una lunga filastrocca appiccicosa quanto basta: "So che pensi di mettermi alla prova / Ma ho già imparato la mia lezione qui / Quindi, piccola, non un'altra parola / Non c'è bisogno di fare un casino di questo / Ma puoi solo mescolare i tuoi messaggi / Quindi baby, non un'altra parola".

È tuttavia in "KIT" che la band prova a virare verso qualcosa di inaspettato, con una ballata in cui synth e strumentazione analogica accompagnano una linea vocale di un Murray mai tanto sentimentale, segnando inedite aperture al proprio microcosmo. Un progresso che avanza attraverso piccole innovazioni e sottrazioni del superfluo dunque quello che i We Are Scientists operano nel quadro del proprio stile, senza sentirsi addosso il peso di eventuali stagnazioni della mezza età. Non una trasformazione radicale quanto piuttosto la scelta di seguire una strada più riflessiva, utilizzando il potenziale a disposizione per realizzare qualcosa di piacevolmente accattivante. “Megaplex” non è certo quel disco epocale così dichiarato, ma segna finalmente un buon punto in favore del caro vecchio pop.

TRACKLIST

01. One in One Out (03:04)
02. Notes in a Bottle (03:21)
03. Heart Is a Weapon (02:49)
05. Kit (03:15)
07. Not Another Word (03:07)
08. Now or Never (03:16)
09. You Failed (04:25)
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