«POST HUMAN FOLK MUSIC - Monofonic Orchestra» la recensione di Rockol

Monofonic Orchestra - POST HUMAN FOLK MUSIC - la recensione

Recensione del 20 apr 2018 a cura di Redazione

La recensione

Dopo 36 ani di silenzio, la Monofonic Orchestra è tornata a creare. Superata la raccolta, curata da Christian Zingales, “The Sunny Side Of The Dark Side”, l’uomo dietro a questo come a molteplici altri caleidoscopici e inclassificabili progetti, Maurizio Marsico, ha stabilito che era arrivato il momento di ridare lustro a un vecchio amore e di farlo in una prospettiva da “Retromania” – il libro del critico Simon Reynolds sul culto della musica del passato dal punto di vista di un futuro che avrà finito per esaurire il materiale a cui attingere – immaginando un domani in cui i suoni dell’elettronica di oggi saranno visti come musica folk fatta da macchine.


Fiero di essere e di essere sempre stato libero da qualsiasi vincolo compositivo, il maestro Marsico e la sua ombra intimidiscono chi si accinge a recensire la sua ultima creatura, “Post_Human Folk Music”, che è, come da tradizione, tante cose insieme: basi techno, suoni classici capitanati da pianoforte e clarinetto, rumori new age di acqua che scorre e uccellini cinguettanti, beatbox singhiozzanti, morbidi riff di basso, incursioni nel noir e nella fantascienza. Tutto questo nella prima lunghissima traccia, “Sticky Metal Tiles”, di oltre 45 minuti, progettata come colonna sonora dell'installazione eponima realizzata a Milano, città dell’artista, nel quartiere di Brera, lo scorso anno, poi remixata per il disco. Le successive due tracce “An Eyebrow In Cursed Fair” e “Another Eyebrow In Cursed Fair”, di quasi 3 minuti ognuna, sono delle riletture del lavoro del minimalista Terry Riley “A Rainbow In Curved Air”: Marsico fa suo il misticismo del compositore statunitense e lo trasporta nell’universo di “Post_Human Folk Music”, quello dove le chitarre di ieri sono i synth di oggi e dove l’oppio dei popoli assume nuove forme, sempre più simili a uno schermo nero e a dei circuiti integrati.

Prendetevi del tempo per dare il bentornato a Maurizio Marsico e alla sua Monofonic Orchestra, che magari diventi anche l’occasione per rispolverare il suo repertorio, al quale non sempre è stata resa giustizia. Se alla fine dell’ascolto vi sentirete come dei marziani tra i boschi che fanno beatbox in un film in bianco e nero, va tutto bene: è la magia del folk post umano.

TRACKLIST

01. Sticky Metal Tiles (45:27)
02. An Eyebrow in Cursed Fair (04:45)
03. Another Eyebrow in Cursed Fair (04:45)
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