«JOHNNY CASH: FOREVER WORDS - Various Artists» la recensione di Rockol

Un sentito omaggio all'arte di Johnny Cash: "Forever Words"

Le parole immortali di Johnny Cash cantate da illustri colleghi, da Chris Cornell a Elvis Costello

Recensione del 14 apr 2018 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Il prossimo 12 settembre saranno trascorsi quindici anni da che Johnny Cash ci ha lasciati. Il ‘Man in Black’ aveva 71 anni, un dolore inconsolabile per il recente lutto della amata moglie June Carter, il diabete e una vita alle spalle di quelle vissute spesso in corsia di sorpasso. La sua storia probabilmente la conoscete già, ma vale sempre la pena fare un veloce e sommario ripasso. Una carriera che ha inizio a metà degli anni cinquanta con la leggendaria Sun Records di Memphis, la label discografica di Elvis Presley. Un talento fuori dal comune, ma anche una serie di problemi con l’alcool, la droga e la legge. Un successo che, però, nonostante le varie traversie, sembra non abbandonarlo, almeno fino agli anni ottanta quando, subentrati anche dei problemi di natura fisica, conosce un periodo di declino. Poi, nel 1994, la resurrezione artistica per merito di Rick Rubin che gli propone e produce “American recordings”, il primo di sei capitoli – gli ultimi due pubblicati postumi – della serie ‘american’, in cui Cash reinterpreta brani suoi e di altri musicisti garantendosi il plauso della critica e i favori di un nuovo pubblico, più giovane e vicino al rock.

“Johnny Cash: Forever words” è un progetto curato dal figlio John Carter Cash che ha proposto di completare e adattare in musica poesie e scritti di Johnny Cash ad artisti che, secondo il suo personale sentire, avevano affinità musicali e personali con l’illustre genitore. Questo album è il sequel musicale della raccolta di poesie “Forever words: the unknown poems” pubblicata nel 2016. Perché, sia ben chiaro, aldilà della indubitabile e carismatica presenza scenica e di una vocalità prodigiosa, Cash era un artista che ci sapeva davvero fare con le parole. Era un grande autore. Un narratore che sapeva raccontare di storie e sentimenti con grande maestria. Aveva la capacità di riuscire, con le parole delle sue canzoni, a conquistare non solo il favore ma anche il cuore dell’ascoltatore.

Essendo coinvolto un nutrito gruppo di musicisti di diversa estrazione musicale non può essere certo l’amalgama il tratto principale di “Forever words”. A contraddistinguere il disco sono, sopra a tutto, l’impegno e  l’onestà di quanti vi hanno partecipato. Comunque sia, il gruppo di musicisti più nutrito è stato reclutato nell’ambiente più prossimo al nostro: il country. La intro dell’album, i primi 47 secondi, sono in carico a due giganti del genere, praticamente coetanei di Cash: Kris Kristofferson – che iniziò la carriera proprio grazie a Cash che interpretò una canzone da lui scritta – la canta e Willie Nelson lo accompagna alla chitarra. Con i brani interpretati da Kacey Musgraves e Brad Paisley è il turno di rendere omaggio ai testi di Cash da due nuove, ma già affermate, leve del country statunitense. Il primo fremito giunge con l’ascolto di un particolarmente intenso Chris Cornell – una voce che pare ancora più meravigliosa ora che non c’è più – in “You never knew my mind” (‘I know you feel the way I change/But you can't change the way I feel’) e non è da disprezzarsi neppure, seppur meno ‘scura’ e più western, “Jellico coal man” di T-Bone Burnett. “The walking wounded” oltre ad avere un grande titolo si giova della voce della figlia Rosanne Cash. John Mellencamp con l’aiuto di un’armonica e di un violino si impadronisce di “Them double blues”, mentre Elvis Costello è un distillato di bellezza nella “I’ll still love you” dedicata da Cash alla amata moglie June Carter scomparsa solo qualche mese prima di lui. Dailey & Vincent ci trascinano nell’universo bluegrass. “Goin’, goin’, gone” affidata a Robert Glasper è il brano più disomogeneo dell’album, tanto pare stare di casa nei quartieri di Prince e Lenny Kravitz. Dopo la prova degli Jayhawks, il congedo è in carico all’intenso Jamey Johnson di “Spirit rider”.

E’ molto apprezzato il fatto che nell’album ci sia spazio per una corposa presenza femminile che è funzionale a rendere esplicita e ancora più ‘universale’ la lirica di Johnny Cash. Complimenti vivissimi a John Carter Cash, l’operazione è molto ben fatta e ne può andare davvero orgoglioso, una volta di più si è reso omaggio a un grandissimo artista. "Forever words" regala un'ora di testi e musica di grande livello che non si possono non ascoltare con il cuore in  mano e con l’immagine di un uomo in nero davanti agli occhi.

1. “Forever/I Still Miss Someone” – Kris Kristofferson e Willie Nelson
2. “To June This Morning” – Ruston Kelly e Kacey Musgraves
3. “Gold All Over the Ground” – Brad Paisley
4. “You Never Knew My Mind” – Chris Cornell
5. “The Captain’s Daughter” – Alison Krauss e Union Station
6. “Jellico Coal Man” – T. Bone Burnett
7. “The Walking Wounded” – Rosanne Cash
8. “Them Double Blues” – John Mellencamp
9. “Body on Body” – Jewel
10. “I’ll Still Love You” – Elvis Costello
11. “June’s Sundown” – Carlene Carter
12. “He Bore It All” – Daily and Vincent
13. “Chinky Pin Hill” – I’m With Her
14. “Goin’, Goin’, Gone” – Robert Glasper con Ro James e Anu Sun
15. “What Would I Dreamer Do?” – Jayhawks
16. “Spirit Rider” – Jamey Johnson

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