«BELLARIA - Vegas Jones» la recensione di Rockol

La recensione di "Bellaria" di Vegas Jones

Recensione del 26 mar 2018 a cura di Redazione

La recensione

Vegas Jones sceglie il suo nomignolo, “Bellaria”, per presentare il suo album di debutto al pubblico, quello che si è costruito con il mixtape “Chic Nisello”, di cui il disco è l’ideale seguito, e quello, potenziale, che con la trap proprio non ce la può fare ma nemmeno con il rap integralista va troppo a nozze. Matteo Privitera, nascosto dietro allo pseudonimo di Vegas Jones, viene da Cinisello Balsamo e si porta dietro la sua periferia, riversandola un disco che unisce l’amarezza (“ballo un mambo con la morte”) alle panoramiche oceaniche “lungo le coste di Malibu”, portando una folata di leggerezza tra i palazzoni a nordest di Milano. Nel farlo, il rapper, classe 1994, recluta una squadra di collaborazioni, tra featuring e produzioni, che include Madman & Gemitaiz, Gué Pequeno, la dominicana Jenn Morel, Jones Boston George, Joe Vain, Andry The Hitmaker, Kid Caesar e 2ndRoof x Explosive x Abaz.

Segnato dall’old shool, Vegas non perde occasione per rimarcare la distanza con i colleghi che fanno trap: “Sono un rapper non è che lo faccio sono differente da sti quattro fake”, canta in “Ice”. E ancora, in “Trappola”: “Questa è la mia trap, non la puoi paragonare. Si respira ancora ma siamo nella trappola”. In effetti, il genere lanciato dagli statunitensi Migos non è estraneo al rapper di Cinisello, che con basi veloci e ritmiche spezzate coniuga i due generi in un unico prodotto, buono anche per chi di Sfera Ebbasta non ne vuole sapere.

Se vi piace il genere, per questo merita un ascolto il bel flow di Vegas Jones, che non si dà limiti mischiando la voce effettata e le ritmiche spezzate in stile trap con il pianoforte e i fiati (“Bubble Bubble”) e i ritmi dal sapore latino (“Il viaggio”). Non aspettatevi che il ragazzo sia immune dall’autocelebrazione del “nessuno ci credeva ma io ce l’ho fatta” né da testi infarciti di riferimenti alla droga (ci sarà pur qualcos’altro di cui parlare?) né tantomeno dal linguaggio misogino (“stupida puttana” e quant’altro) con il quale Eminem continua tristemente a fare scuola, ma Bellaria sa come tenere un buon ritmo e ha saputo costruirsi il suo stile.

 

TRACKLIST

01. Bellaria (02:57)
02. Brillo (03:41)
03. Malibu (03:31)
04. Ice (03:04)
05. Trappola (03:12)
06. Nuova Ghini (03:39)
07. Mamacita (02:24)
08. Il Viaggio (03:37)
09. Bubble Bubble (04:11)
10. Yankee Candle (03:19)
11. Cristo (03:36)
12. La Finale (04:36)
13. Numeri & Zeri (03:53)
14. Drive By (03:37)
15. Lisha (Su E Giù) (03:51)
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