«FIND A PLACE TO SLEEP - Her Skin» la recensione di Rockol

Her Skin: leggi qui la recensione di "Find a place to sleep"

“Find a place to sleep” è il primo disco di Sara Ammendolia, in arte Her Skin, giovanissima cantautrice dedita al folk più delicato, con alle spalle già due EP.

Recensione del 08 mar 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“Find a place to sleep” è una storia. La mia storia. E spero anche la storia di qualcun altro. È un disco umano, cantato e suonato da un essere umano, per un altro essere umano. “Find a place to sleep” parla, e vuole farti sentire un po’ a casa.

“Find a place to sleep” è anche il primo disco di Sara Ammendolia, in arte Her Skin, giovanissima cantautrice (gli anni sono venti) dedita al folk più delicato, con alle spalle già due EP, rispettivamente “Goodbye and endings” del 2015 e “Head above the deep” e la fondazione di un’etichetta. Mica male davvero…

Registrato in analogico da Davide Chiari nello studio di Riserva Indiana a maggio 2017, prodotto da Davide Chiari e Sara Ammendolia e suonato e arrangiato da Sara Ammendolia, Davide Chiari e Daniele Rossi, “Find a place to sleep” conta dieci pezzi impostati sostanzialmente per voce e chitarra e poco altro (tipo gli archi in “Eyes and ice” e l’accenno di batteria della bella “A demain” o “Cut out the flowers”), un disco di folk minimale lieve come pochi, quasi sussurrato. Chiamati direttamente in causa The Head and the Heart, Cat Power, Laura Marling e Iron and Wine come punti di riferimento, Her Skin si distingue per la sicurezza con cui ha lavorato su pezzi che effettivamente non avevano bisogno di altro che di pochi tocchi di rifinitura, un buon lavoro che Davide Chiari (Alley/Tin Woodman) ha contribuito poi a confezionare nel modo più giusto (l’analogico per un disco così è una scelta azzeccatissima). A tutto questo aggiungiamo che Sara è dotata di una bella voce, di una buonissima pronuncia (il disco è cantato in inglese) e, soprattutto non ha paura di raccontarsi fino in fondo. Una bella scoperta; un disco rilassante, piacevolissimo, morbido e avvolgente (ascoltare “Lungs” per credere) come solo il folk di qualità può essere. La ninna nanna ideale in questo inverno che sembra non volerci abbandonare.

TRACKLIST

01. Prickly Pear (02:29)
02. Nameless Morning (01:57)
04. Hayley (02:19)
05. Sink into You (02:20)
06. Self-Portrait (02:50)
07. Eyes and Ice (02:33)
08. Angles (02:02)
09. Lungs (03:25)
10. À Demain (02:23)
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