«ETERNO - Giovanni Caccamo» la recensione di Rockol

Giovanni Caccamo - ETERNO - la recensione

Recensione del 09 feb 2018 a cura di Mario Guerci

La recensione

Mi sento un esploratore, un ricercatore di bellezza, un portatore sano di luce dopo anni di riflessioni sulla sofferenza e la malattia, tematiche che ho affrontato nei primi due album e che derivavano dalla morte di mio padre

Come spesso succede la partecipazione a Sanremo coincide con l’uscita di un nuovo album. Il cantautore siciliano si presenta alla 68esima edizione del Festival con il brano “Eterno”, title track della sua terza fatica discografica, che descrive come “Un brano luminoso, che parla d’amore e relazioni eterne”.

Il nuovo album di Giovanni Caccamo è prodotto Taketo Gohara, sound designer che ha collaborato con molti artisti italiani tra cui Brunori Sas e Vinicio Capossela, gli arrangiamenti sono di Stefano Nanni ed è stato registrato niente meno che negli studi di Abbey Road con la London Session Orchestra. Tutti i brani sono nati piano e voce, caratteristiche che fanno da sfondo a tutto l’album che viene arricchito da archi e dolci percussioni.

In “Eterno” Giovanni Caccamo si allontana ulteriormente dalle sonorità pop ed elettroniche del suo album di debutto del 2015 “Qui per te” e riprende l’animo più cantautoriale che si era intravisto nel suo lavoro del 2016, “Non siamo soli”. Il nuovo disco del cantautore siciliano è un lavoro orchestrale con pianoforte ed archi che la fanno da padrone, un album impregnato d’amore e di luce che punta molto sulla profondità delle liriche: ma questo non basta a coinvolgere l’orecchio di un ascoltatore in cerca di ritmo e non solo di dolci parole.

Le uniche canzoni che si allontanano leggermente dalla struttura classica di piano, voce ed archi sono, oltre alla sanremese “Eterno”, “Quanto ti ho desiderato” e soprattutto “Bisogno di tutto”. Quest’ultimo brano inizia lento ma lascia poi spazio a delle percussioni e ad un crescendo di archi e pianoforte che esplodono in un finale trionfante. L’album contiene anche “Puoi fidarti di me”, brano presente nel nuovo film di Alessandro Genovesi “Puoi baciare lo sposo”, e la prima cover pubblicata dal cantautore: “La sua figura” di Giuni Russo, per pianoforte, voce, theremin e un coro di musica sacra.

“Eterno” è un album a sé stante e molto personale dove Giovanni si racconta e si mette a nudo; in un periodo dove il pop italiano si sta spostando sempre di più verso l’elettronica, il cantautore siciliano sceglie una strada completamente opposta.

TRACKLIST

01. Puoi fidarti di me (03:27)
02. Eterno (03:43)
03. Bisogno di tutto (03:35)
05. Il mio bene per te (03:10)
06. Se partissimo domani (03:21)
07. La sua figura (03:49)
08. Altrove (03:21)
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