V

L'equilibrista (CD)

Voto Rockol: 3.5 / 5

di Marco Di Milia

V per Vibrazioni, ma anche per Vita, quella, ordinaria o straordinaria che sia, che ha riempito la scrittura dell’album, che, guarda caso, è il quinto capitolo in carriera. Ricomposta la formazione classica con Francesco Sarcina, Alessandro Deidda, Stefano Verderi e il transfugo Marco Castellani al basso, Le Vibrazioni hanno presentato a Sanremo la ritrovata intesa con “Così sbagliato”, un pezzo che fotografa a fuoco il nuovo corso del gruppo.

In “V”, Le Vibrazioni recuperano il proprio animo retrò e lo aggiornano al loro mondo, che in questi sei anni di assenza dalle scene, al pari del nostro, è inevitabilmente cambiato. Sono gli appunti di ordinaria quotidianità a riempire le giornate descritte da Francesco Sarcina nelle dieci tracce che compongono il disco. Una routine di padre e compagno, ancora carica di quella pulsione giovanile, fatta di grinta, estro e una buona dose di sbruffoneria.

Richiamando da vicino il sound passionale e rockeggiante di sempre, il quartetto milanese ha dato uno sviluppo deciso al suo lato melodico. In particolare la stessa “Così sbagliato”, con un’alternanza di pieni e vuoti, costruisce un passaggio energico e al tempo stesso emozionale dell’album, del quale è stato anche il volano che ne ha accelerato la produzione. Composto dallo stesso Sarcina con la collaborazione di Davide Simonetta, Andrea Bonomo e Luca Chiaravalli, il brano manifesta il ritorno del gruppo con una inedita maturità, riconoscibile non solo dalle barbe un po’ imbiancate, ma anche dalla sincera ammissione dei propri difetti e dell’accettazione di una umana fallibilità.

La canzone, così come le altre, racconta di come spesso il maggior ostacolo nella vita siamo noi stessi: paure, insicurezze e mancanze sono più difficili da superare rispetto a molti dei problemi esterni cui siamo chiamati a far fronte. Le imperfezioni nei rapporti sono una costante delle strofe di “V”, come la quotidianità vissuta e la perenne voglia di trovare un rifugio sicuro per annullare in qualche modo gli effetti del tempo che passa. Non si tratta di fuggire dalla propria realtà quanto piuttosto di prendere coscienza e accettarsi per ciò che si è, nel bene e nel male.

Non sono testi particolarmente esigenti quelli di Sarcina, capaci però di richiamare con facilità un vissuto diffuso, lo stesso che è stato alla base di quell’“immensamente Giulia” cantato da tutto il Paese. Storie di sentimenti e di naturale condivisione che si manifestano sulle note di “Nero” con “voglio perdermi in questo cielo / che a volte è nero / ma sempre vero”  e che ritornano con decisione in “Niente di speciale”, dove si cita nelle liriche una nuova “folle idea”, che - come sempre - riguarda quella di una relazione, mentre in “Onda”, la bestia da abbattere è la mancanza di trasparenza di chi ci ha fatto soffrire. Quanto consapevolmente Le Vibrazioni abbiano affrontato le difficoltà del passaggio alla propria fase adulta fase è scritto ovunque tra le righe di queste canzoni, che suonano più sagge ma anche più spontanee.

"V" è il risultato di un lavoro diretto, fatto di impulsi e suonato con gusto da una band alla vecchia maniera, che non ha paura di manifestare il suo lato più sensibile. Il bisogno di appartenere alla vita di qualcun altro e costruirne una insieme, nonostante tutte le sfide che una relazione comporta, sono i temi portanti di una formazione cresciuta in fretta e che, ora, con la forza di chitarra, basso e batteria prova a mettersi a nudo, rinunciando a suo modo alla maschera che nel tempo si è cucita addosso. Per farlo incappa nella routine del traffico cittadino e nella sveglia mattutina, cedendo anche al desiderio ingenuo di “Voglio una macchina del tempo”  - che vola / che non mi faccia mai far tardi a scuola” - per diluire le smanie giornaliere e vivere tutto con maggiore serenità. Di nuovo in pista, Le Vibrazioni, con un linguaggio semplice e onesto, si scoprono alla fine grandi, senza dover apparire eccezionali a tutti i costi.

 

TRACKLIST

01. Nero - (04:57)
02. Così Sbagliato - (03:28)
03. In Fondo - (04:36)
04. In Orbita - (04:25)
05. Apri Gli Occhi - (04:07)
06. Niente Di Speciale - (03:47)
07. Voglio Una Macchina Del Tempo - (03:55)
08. Chissenefrega Dell’Aldilà - (03:45)
09. Onda - (03:47)
10. Dove - (03:50)