«SULLE PUNTE PER SEMBRARE GRANDI - Cara Calma» la recensione di Rockol

Cara Calma: leggi qui la recensione di "Sulle punte per sembrare grandi"

“Il disco è nato quasi per caso, è uscito dalla sala prove come un tornado senza che noi ci accorgessimo veramente di cosa stava succedendo... la visione che abbiamo della società"

Recensione del 23 gen 2018 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il disco è nato quasi per caso, è uscito dalla sala prove come un tornado senza che noi ci accorgessimo veramente di cosa stava succedendo. E’ un disco che rispecchia perfettamente quello che stiamo provando in questo periodo e la visione che abbiamo della società.

La visione in questione è quella dei Cara Calma: quartetto bresciano composto da Fabiano, Riccardo, Cesare e Gianluca. Una visione assolutamente urgente, che conta dieci pezzi impostati su un rock necessariamente massiccio, pestato a dovere e farcito di riff. Per capirci, nel mondo dei Cara Calma c’è tanto dei Ministri così come tanto dei FASK, e va benissimo così, perché questa parte del mondo musicale necessita sempre di nuove idee e nuovi punti di vista, anche se formalmente questi non sono letteralmente qualcosa di nuovo. Va comunque detto che a prescindere da questo, i Cara Calma sono riusciti nel giro di un annetto e poco più (la band è ufficialmente attiva da metà 2016) a concretizzare un progetto molto solido e con un’identità comunque ben precisa. Obiettivo raggiunto grazie anche al lavoro fatto in studio con Karim degli Zen Circus, che questo disco l’ha prodotto cercando di mettere in risalto il collettivo per creare un disco di carattere e dal forte impatto:

La collaborazione con Karim (Qqru, Zen Circus) è stata perfetta, ha capito subito la nostra visione e l’attitudine con cui volevamo affrontare questo disco: è stato un grande valore aggiunto per quanto riguarda la produzione, ci ha guidati in tutta la registrazione dei pezzi senza mai stravolgere la vera natura della nostra musica, permettendoci di mantenere la nostra identità.

Tutto questo è “Sulle punte per sembrare grandi”, un disco di sano rock di casa nostra, spiritualmente punk e pure un pelo hardcore, almeno quanto basta per rendere più che credibile quello che i ragazzi hanno messo all’interno dei pezzi:

… i testi sono spesso criptici ma i concetti che vogliamo esprimere sono li, a portata di mano, si tratta solo di buttarcisi dentro e guardare il mondo con i nostri occhi per un po’. Per noi “Sulle punte per sembrare grandi” è come un bambino che si veste da adulto, che si rimbocca le maniche e prende di petto la vita, accettandone le conseguenze.

Affrontiamolo quindi come un concept album, un disco di formazione in cui il il bambino diventa adulto attraversando fasi che prendono il nome di “Ci dicevano”, featuring Nicola Manzan/Bologna Violenta, “Eroi”, ottima anti ballad affilata a dovere, “Buoni propositi”, questa invece ballad vera, o la doppietta “Quello che mi rende normale” e “Qualcosa d’importante”, in cui vanno registrati i rispettivamente i featuring di Gianluca Bartolo de Il Pan del Diavolo e Ambra Marie e della catartica (e quasi post) “Premi sulle ossa”, pezzo che chiude un lavoro che troverà la sua dimensione andando a incidere su una nuova generazione di ascoltatori. Una generazione troppo giovane per aver vissuto l’esplosione dei Ministri (che nel frattempo festeggiano i dodici anni di vita con l’uscita il sesto album) ma pronta ad affrontare il passaggio all’età adulta con tutte le incertezze che si porta appresso, gettandosi prò in mondo in cui comandano i riff, il basso, la chitarra, la batteria e una voce che ha qualcosa da dire, perché su questa strada ci è appena passato.

TRACKLIST

01. Fango (01:58)
02. Ci dicevano (03:55)
03. Rispettare i centimetri (03:39)
04. Eroi (03:32)
05. Domenica (03:13)
06. Buoni propositi (03:59)
07. Quello che mi rende normale (04:32)
08. Qualcosa di importante (02:52)
09. Morti (03:17)
10. Premi sulle ossa (05:34)
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