«JUST FOR US - Francis and the Lights» la recensione di Rockol

Francis and The Lights, segnali deboli di nuovo pop intimista

Se amate il pop anni 80 di Phil Collins e Peter Gabriel ma anche i suoni contemporanei electro, allora questo disco, seppur imperfetto e troppo breve, fa per voi.

Recensione del 12 gen 2018 a cura di Michele Boroni

La recensione

Chi scrive considera “Friends” dei Francis and the Lights con la collaborazione di Kanye West e Bon Iver non solo il singolo più bello del 2016, ma forse degli ultimi 5 anni: una perfetta sintesi tra le atmosfere ermetiche e multilivello di Justin Vernon e l'electro pop più leggero e sublime. Poco più di tre minuti di equilibrio e contemporaneità. Non è stato semplice per il progetto di Francis Farewell Starlite mantenere questo livello nel  disco “Farewell, Starlite!”, forse troppo pensato (otto anni di gestazione) e pieno zeppo di ospiti (oltre a quelli già citati, c'erano anche Chance The Rapper, Rostam Batmanglij di Vampire Weekend e i produttori di hit Benny Blanco), indeciso tra il pop sofisticato e l'r&b.  

Ora il cantante-producer di Oakland ci riprova con questo “Just for us” uscito a sorpresa il 29 dicembre e, per il momento, passato quasi inosservato dalla stampa specializzata internazionale. Ed è un peccat,  perché il disco, seppur spesso imperfetto e con un retrogusto di incompiuto, è pieno di spunti interessanti.
Diciamolo subito: in “Just for us” sembra che il Peter Gabriel pop di So (il timbro di Starlite è molto simile) e il Phil Collins di “Face Value” abbiano preso la macchina del tempo e, una volta arrivati nel 2017 e annusato l'atmosfera musicale dell'epoca, si siano messi in fretta e furia a scrivere un disco.  Tuttavia se il precedente “Farewell Starlite!” era stato fin troppo pensato e sovrapprodotto, questo sembra realizzato con eccessiva fretta, tanto che alcune tracce sembrano quasi degli embrioni di canzone. 

Si parte dalla deliziosa “Morning” che a molti potrà ricordare quel “Only one”, la ballad intimista che Kanye West scrisse insieme a Paul McCartney, con un testo che può essere di buon auspicio all'inizio dell'anno dopo un anno tumultuoso per rialzarci di nuovo (Non avrei mai pensato di rivedere la luce / C'è qualcosa che posso vedere ancora / Penso di poter finalmente respirare di nuovo / Ho qualcosa in cui credere). “Just for us”, l'unica che vede la presenza di Bon Iver/Justin Vernon, è probabilmente una delle lovesong più belle di questi ultimi dodici mesi. Il disco prosegue questo mood tra speranza e tristezza sia nelle ballad sia nei brani leggermente più up-tempo, a metà strada tra Psychedelic Furs, OMD e James Blake. 

“Faithful” è puro Phil Collins ,“Tear it up” è la pop song che potrebbe scrivere oggi Peter Gabriel per essere nel solco del suono contemporaneo, mentre in “Scream so loud” si apprezza addirittura l'uso del autotune.  
Il viaggio nel tempo è un tema che ricorre spesso in questo disco fin dai titoli (“Back in time”, “Never back”) per riflettere sulle cose passate e quelle che ci aspettano anche se come canta  Francis “No, you’ll never go back in time…and you can’t see the future”.
10 canzoni per soli 26 minuti, che lasciano un po' l'amaro in bocca per l'eccessiva brevità, ma che contengono qua e là il seme di un elettro-pop intimista, riflessivo, fedele alla tradizione inglese degli anni '80 ma calato pienamente nel suono contemporaneo. 

TRACKLIST

01. Morning (01:37)
02. Just for Us (02:58)
03. Faithful (02:22)
04. Back in Time (02:27)
05. Tear It Up (02:45)
06. Scream so Loud (02:03)
07. I Won't Lie to You (01:49)
08. Breaking Up (03:20)
09. Never Back (03:05)
10. Cruise (03:36)
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