«ESSERE QUI - Emma Marrone» la recensione di Rockol

Emma sposta l'asticella un po' più in alto: la recensione del nuovo album 'Essere qui'

Interpretatelo così, "Essere qui": come la fotografia di una cantante che a 33 anni, qualche disco di platino alle spalle e una carriera discografica ormai solida si guarda indietro e si racconta con un pizzico di consapevolezza in più.

Recensione del 26 gen 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Dice che non ha l'arroganza di piacere a tutti i costi, che ora si guarda allo specchio e si riconosce in ogni suo singolo difetto. Dice che ha cambiato spesso direzione, che ha provato a rialzarsi col vento a sfavore, ma che ora sa cosa vuole e non lo nasconde. Interpretatelo così, "Essere qui": come la fotografia di una cantante che a 33 anni, qualche disco di platino alle spalle e una carriera discografica ormai solida, si guarda indietro per guardare avanti in maniera diversa, punta il dito sugli errori e si racconta con un pizzico di consapevolezza in più.

Il disco è stato realizzato prima chiamando a raccolta gli autori di riferimento, da Roberto Casalino a Alessandra Merola (Naskà), passando per Giulia Ananìa, Amara e Dario Faini. Poi circondandosi di un team musicisti composto da - tra gli altri - Paul Turner dei Jamiroquai (basso), Ninja dei Subsonica (batteria), Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Andrea Rigonat (chitarre), insieme ai quali Emma si è chiusa per sei mesi in studio di registrazione, per dare una forma e un suono ai pezzi. Dallo studio è uscita solamente quando si è convinta che quello che aveva tra le mani era esattamente il disco che voleva. Lo ha intitolato "Essere qui": un titolo che guarda al presente per un album che vuole essere un'istantanea di quella che Emma è oggi.

La cantante salentina ha raccontato di aver scoperto nuove sfaccettature di sé stessa durante le lavorazioni del disco e ora quelle sfaccettature le fa conoscere anche al suo pubblico. Da un lato lavora sul controllo della voce, esplorando sfumature nuove, più dolci e meno aggressive che in passato: canta spesso quasi sottovoce, sussurrando appena al microfono, interpretando le parole con una dolcezza sorprendente (è così in "Portami via da te", "Sottovoce" e "Sorrido lo stesso", un bluesaccio tutto chitarra, basso e voce - e un bell'organo Hammond nel finale). Dall'altro, invece, a livello di attitudine rende esplicito il "debito" che ha nei confronti di quelle che lei ha sempre indicato come le sue "madri" artistiche, Gianna Nannini e Loredana Berté: le ricorda per sfacciataggine e irriverenza in pezzi come "Effetto domino" (un folk-rock elettronico che ha riferimenti sessuali piuttosto espliciti, tra bende sugli occhi e non meglio specificati "giochi": "A me piace stare sul pavimento insieme a te / e se si deve andare giù, andiamo giù") e "Malelingue" ("Ho trent'anni sulle spalle e qualche schiaffo in faccia / Malelingue su di me non lasciano più traccia").

"Adesso", il disco del 2015, aveva rappresentato per Emma un modo per alzare l'asticella soprattutto a livello di suoni, sporcandosi le mani con un pizzico di elettronica. Quell'asticella Emma la sposta ancora un po' più in alto, ora: non tanto per quanto riguarda il sound, che è un'evoluzione del precedente album con l'aggiunta di qualche elemento in più ("L'isola", con quel mix tra elettronica, pop e funk, perfetto i palasport, è stato un bel biglietto da visita), quanto per atteggiamento e toni. Con "Essere qui" porta il discorso al livello successivo e fa un passo in avanti, uscendo fuori dai suoi territori senza paura di rischiare: "Se mi trovi diversa è solo la malinconia / Quella che ero prima l'ho già dimenticata".

TRACKLIST

01. L'Isola (04:17)
02. Le Ragazze Come Me (03:25)
03. Sottovoce (03:15)
04. Mi Parli Piano (03:24)
05. Effetto Domino (03:42)
06. Le Cose Che Penso (04:02)
07. Portami Via Da Te (03:47)
08. Luna E L'Altra (03:48)
09. Malelingue (03:40)
10. Sorrido Lo Stesso (03:19)
11. Coraggio (06:03)
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