«HAWAII ZOMBIE - Hawaii Zombie» la recensione di Rockol

Hawaii Zombie: leggi qui la recensione del nuovo EP

Un sound attinto dai sotterranei del brit pop si fonde a un approccio dalle tinte lo-fi, proponendo un genere che loro stessi definiscono bubblegum punk.

Recensione del 31 dic 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Gli Hawaii Zombies nascono a Milano nel 2016 da un’idea di Gianluca Vulpio (voce e chitarra) e Clemente Sardi (basso) a cui si uniscono poco dopo Danila Guglielmi (batteria) e Giulia Biamino (chitarra e voce). Dalle prime prove in un garage in zona China Town, gli Hawaii Zombie escono con due pezzi “Dark side of the nerd moon” e “Zebrahead” che finiranno nell’EP d’esordio, questo omonimo “Hawaii Zombie” registrato e prodotto a Menaggio (CO) nello studio di registrazione Julio’s basement di Julio Speziali (Push Button Gently) e pubblicato per Uma Records.

Pariamo di Punk, di Hardcore, Indie Rock e Brit Pop. Alcune influenze dichiarate: Pavement, Hüsker Dü, Dinosaur jr. E Nada Surf. Alcune non dichiarate. I Vaccines, almeno per quanto riguarda l’attitudine power pop portata avanti a colpi di chitarre e bei riff. Quello degli Hawaii Zombie è un sound piacevole, appiccicoso e colorato, un sound che non a caso la band stessa ha definito bubblegum punk:

l’Ep è di piacevole ascolto, ballabile, colorato, divertente, come masticare un big bubble ma del gusto sbagliato perché avevano finito quelli alla vaniglia e fragola

Sei i pezzi in scaletta, scritti interamente dalla band. Sei pezzi che viaggiano sicuri e spigliati, in cui l’approccio che ad un primo sguardo potrebbe sembrare solamente Brit Pop (melodia, ritmica, arrangiamento) lascia spazio quasi subito ad un gioco di rimandi molto più interessante. Le porte del mondo DIY si sono aperte e gli Hawaii Zombie con questo EP dimostrano di avere già le idee piuttosto chiare su dove dirigersi. Oltre ai due singoli già citati, si segnalano la Bobmouldiana “You writer you”, pezzo sorprendente e dal forte sapore anni Novanta, e la conclusiva “Blue is turning grey”, dove la vena scanzonata del gruppo (un plus in generale) lascia spazio ad una malinconia tagliente stile Replacements, chiudendo i conti di quello che effettivamente è un buonissimo EP d’esordio.

Un disco sincero, bello da ascoltare e molto divertente.

TRACKLIST

01. Dark side of the nerd moon
02. Zebrahead
03. Looseness
04. You writer you
05. Marionette
06. Blue Is Turning Grey
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.