Qualche parola sui testi: Napoli è stra-citata, a partire dal nome del gruppo, che ne è l'anagramma, e poi ci sono le consuete invettive contro il sistema, contro la vita, contro chiunque capiti nei pressi dei Polina. Peccato, comunque, che i testi in questione non siano nemmeno riportati sul libretto (cosa utile specialmente in casi come questo, in cui lingue diverse s'intrecciano tra loro e spesso le parole sono coperte dagli strumenti).
Tirando le somme questo è un album senza infamia e senza lode: calma piatta e diffusa, e niente che ci faccia dire "Diavolo, che pezzo!". Lo schema-tipo dei Polina pare essere: prendiamo una strofa, ripetiamola, tiriamo fino alla fine del brano, senza troppi stravolgimenti né grandi rivoluzioni concettuali. Niente di sgradevole, intendiamoci: il tutto è molto curato e ben confezionato, e i ragazzi mostrano di conoscere alla perfezione gli strumenti che hanno per le mani. Ma dovrebbero mettersi d'impegno per rendere il prossimo lavoro più simile a un disco irrinunciabile che a un "rumore di fondo". Track-list:
Rotola
Indaboll
DeB
Fusi di rime
In beatbox stailì
Music man
A part e cop
War (side) love
Gentleman from Chicago