«CAMBOGIA - Bastard Sons of Dioniso» la recensione di Rockol

Bastard Sons of Dioniso - CAMBOGIA - la recensione

Recensione del 16 dic 2017 a cura di Redazione

La recensione

I Bastard Sons of Dioniso continuano a portare avanti il loro progetto. Dalla partecipazione del trio ad "X Factor" sono passati ormai nove anni: ricordarla potrebbe essere riduttivo nei confronti della band ("Ancora ci ricordate per 'X Factor'?", penseranno loro), ma questo per dire che nonostante siano passati quasi dieci anni, il gruppo è lì, esiste, continua a fare concerti (tantissimi) e dischi, che i Bastard Sons of Dioniso sono riusciti a costruirsi una solida carriera - anche se non a livello "pop".
Ora eccoli tornare sulle scene discografiche con un nuovo disco, "Cambogia", il loro sesto album di inediti (alla discografia del trio andrebbe aggiunto anche l'EP "L'amor carnale", del 2009). Il disco è stato anticipato da due singoli: "Non farsi domande", uscito lo scorso giugno, e la title track, uscita invece qualche giorno prima dell'album.

"Cambogia", a detta del gruppo, è sinonimo di caos, una metafora per descrivere la guerra che ognuno conduce verso sé stesso. Ma il titolo di questo disco è anche un omaggio a Gianluca Vaccaro, tecnico del suono ed ex collaboratore del gruppo, da poco scomparso: "È il nome con cui distingueva sorridendo gli artisti più confusionari o i prodotti musicali più esplosivi e disordinati".

L'album, prodotto da Piero Fiabane e dagli stessi Bastard Sons of Dioniso, registrato dal trio nel suo studio di Vigolo Vattaro, a Trento, contiene nove brani fatti di vie assolate, strade innevate, geolocalizzazioni, mari di montagna, catene e vincoli da social. A livello di sound ricalca molto il suono che caratterizza le esibizioni del gruppo dal vivo: decisamente rock'n'roll, diverso dal precedente "Sulla cresta dell'ombra", album che aveva visto i Bastard Sons of Dioniso mettere da parte le sonorità elettroniche per abbracciare suoni più acustici e morbidi.

La title track è il vero e proprio manifesto del disco: "Occorre essere se stessi, fino alla fine della battaglia, della propria. Un senso di questo lavoro, la dedica a Gianluca. 'Siamo soli a miliardi', dietro la nostra consolle, a mixare una vita", spiega il trio.
"Un manifesto, una dichiarazione d’intenti: saremo sempre noi". Saranno sempre loro.

TRACKLIST

01. Cambogia (03:57)
02. Sei solo tu (02:58)
03. Non farsi domande (03:55)
04. Coast to Coast (03:12)
05. Lasciamo stare i convenevoli (03:45)
06. Venti tornanti (03:43)
07. Il falegname (03:02)
08. La seconda neve (03:30)
09. Benvenuti nel mio modo (04:07)
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