«GLI ANNI RCA - Claudio Baglioni» la recensione di Rockol

Com’è che Baglioni è diventato Baglioni?

Il cofanetto "Gli anni RCA" racconta l'ascesa di Claudio Baglioni negli anni '70 attraverso sette LP in vinile, tre 45 giri e una musicassetta.

Recensione del 21 dic 2017 a cura di Redazione

La recensione

Com’è che Claudio Baglioni è diventato Claudio Baglioni? Non è avvenuto tutto d’un colpo. Il cantautore romano ha affinato il suo stile nell’arco di alcuni anni, arrivando al successo con il terzo 33 giri. E non ha mai smesso di evolversi e cambiare, esprimendosi spesso attraverso concept album, format solitamente associato a tutt’altre musiche. È una storia raccontata da “Gli anni RCA”, cofanetto che copre buona parte della produzione del cantautore dal 1970 al 1977 contenente sette vinili a 33 giri, tre 45 giri, una musicassetta e un booklet fotografico. Riascoltati su vinile, i primi album di Baglioni rivelano sì il suo stile languido, sentimentale e tratti ingenuo, per alcuni svenevole, ma anche il talento di autore in grado di scrivere canzoni elaborate dal punto di vista melodico e armonico, accorto nella scelta di arrangiatori di valore. E dotato di una capacità straordinaria di scrivere canzoni in grado di entrare in connessione con le vite degli ascoltatori. “Gli anni RCA” restituisce i suoi primi sette album restaurandone la paletta originale di colori.

E pensare che in principio gli amici lo chiamavano Agonia, per l’aspetto emaciato, il look da esistenzialista, le sue canzoni melodrammatiche. Sulla copertina del primo album “Claudio Baglioni” del 1970 il cantautore appare in una foto in bianco e nero, braccia conserte, occhiali con montatura spessa. Canta di una notte di Natale passata aspettando invano una lei, di baci al sapore di dentifricio, del pentimento che segue un tradimento, persino di un suicidio per amore. E lo fa con l’accompagnamento musicale pensato da Ruggero Cini. Vende pochissimo, però appare in TV, alla trasmissione “Speciale 3.000.000”. La visibilità lo porta a ripartire da zero. “Un cantastorie dei nostri giorni” dell’anno successivo riprende alcune canzoni dell’esordio, che viene ritirato dal mercato, cui si affiancano pezzi nuovi tra cui il brioso 45 giri “Io, una ragazza e la gente”.

Il boom arriva col terzo album incluso nel cofanetto, “Questo piccolo grande amore”, che contiene almeno quattro classici e che è un concept album, una rarità in Italia per l’epoca (è il 1972), al di fuori della scena progressive. Mentre i coetanei abbracciano la canzone politicizzata, lui ambienta la prima scena del concept durante una manifestazione, ma il parapiglia che ne segue porta il protagonista a conoscere una ragazza, il suo futuro “piccolo grande amore”. La gente ha voglia di sentire questo tipo di storia e Baglioni trova finalmente la sua voce. È un cantore iper-romantico, abilissimo narratore, talento nella scrittura. L’ascolto su vinile rimasterizzato riporta alla luce con chiarezza gli arrangiamenti, i suoni di Fender Rhodes e di arpa, di sintetizzatore e di violino. È un Baglioni più pop rispetto agli esordi e non a caso appare in copertina in versione disegnata da Pompeo de Angelis, sulla riva del Tevere, col cupolone di San Pietro sullo sfondo. È uno schema che si cerca di replicare nel successivo “Gira che ti rigira amore bello”, un altro concept dalla trama più vaga: si canta d’amore e di viaggio, con co-protagonista la Camilla, la 2 Cavalli del cantante. Il 33 giri è confezionato con il produttore Antonio Coggio e ha arrangiamenti più asciutti rispetto al precedente, con altri brani da antologia titolati “W l’Inghilterra” e “Io me ne andrei”.

La storia raccontata in presa diretta, le vignette di vita, i colori accesi non bastano più. È un Baglioni più maturo quello che si ripresenta nel 1974 con l’album “E tu…”. L’idea di un nuovo concept salta, ma poco importa. Per incidere il disco, il cantautore va in Francia e collabora con Vangelis, celebre all’epoca per i suoni di sintetizzatori che si ascoltano nella title track. È un nuovo, strepitoso successo, cui segue un album persino migliore. Prodotto da Coggio e arrangiato da Luis Enrique Bacalov, “Sabato pomeriggio” è un nuovo concept. Non si racconta una storia, come avveniva in “Questo piccolo grande amore”, ma si riflette su un tema, quello dell’attesa. Il 33 giri contiene altri classici (“Poster”, la stessa “Sabato pomeriggio”) e apre la strada all’ultimo disco inciso per la RCA, “Solo” del 1977, l’ennesimo concept, dieci ritratti di solitudine descritta con grande precisione. Gli arrangiamenti sono meno vari, basati per lo più su tastiere e strumenti a corda, l’atmosfera più intimista. È un Baglioni già classico, pronto per i concerti negli stadi che verranno di lì a poco.

Oltre ai sette album in vinile citati, il cofanetto contiene tre singoli a 45 giri (“Signora Lia”, “Notte di Natale”, “Questo piccolo grande amore”), la musicassetta dell’album “Questo piccolo grande amore”, perché all’epoca era così che la maggior parte delle persone ascoltava musica, e un libretto con foto rare e inedite. Per realizzare il box set, i nastri originari parzialmente deteriorati dal passare del tempo sono stati restaurati, rendendoli nuovamente riproducibili tramite un processo di riscaldamento controllato. La musica è stata quindi riversata su nuovi nastri da cui è stata prodotta una versione digitale con una frequenza di campionamento di 192 kHz, contro uno standard del CD pari a 44,1 kHz.

TRACKLIST
Disco 1 lato A
1. Notte di Natale
2. Quando tu mi baci
3. Lacrime di marzo
4. Isolina
5. Una favola blu
6. Il Sole e la Luna

Disco 1 lato B
1. I silenzi del tuo amore
2. Mia cara Esmeralda
3. Interludio
4. L’Africa ti chiama
5. ‘Izia
6. Signora Lia

Disco 2 lato A
1. Io, una ragazza e la gente
2. Cincinnato
3. Se caso mai
4. I silenzi del tuo amore
5. Isolina
6. Notte di Natale

Disco 2 lato B
1. E ci sei tu
2. Vecchio Samuel
3. Lacrime di marzo
4. Interludio
5. Il Sole e la Luna
6. Signora Lia

Disco 3 lato A
1. Piazza del popolo
2. Una faccia pulita
3. Battibecco
4. Con tutto l’amore che posso
5. Che begli amici…!
6. Mia libertà
7. La prima volta

Disco 3 lato B
1. Quel giorno
2. Io ti prendo come mia sposa
3. Cartolina rosa
4. Questo piccolo grande amore
5. Porta Portese
6. Quanto ti voglio
7. Sembra il primo giorno
8. Con tutto l’amore che posso (versione orchestrale)

Disco 4 lato A
1. Gira che ti rigira
2. 70, 80, 90, 100
3. W l’Inghilterra
4. Io me ne andrei
5. Ed apri quella porta
6. Ragazza di campagna

Disco 4 lato B
1. Casa in costruzione
2. Mira mare
3. Amore bello
4. Lettera
5. Gira che ti rigira

Disco 5 lato A
1. E tu…
2. Oh Merilù
3. E me lo chiami amore
4. Ad Agordo è così
5. Ninna nanna nanna ninna

Disco 5 lato B
1. Chissà se mi pensi
2. A modo mio
3. Il mattino si è svegliato
4. Quanta strada da fare
5. Canto

Disco 6 lato A
1. Aspettare…
2. Carillon
3. Alzati Giuseppe
4. Poster
5. Tutto qua!
6. Doremifasol

Disco 6 lato B
1. Lampada Osram
2. 21X
3. Sisto V
4. Il lago di Misurina
5. …Ed aspettare
6. Sabato pomeriggio

Disco 7 lato A
1. Gagarin
2. Duecento lire di castagne
3. Solo
4. Romano male malissimo
5. Gesù caro fratello

Disco 7 lato B
1. Nel sole nel sale nel sud
2. Striptease
3. Il pivot
4. Quante volte
5. Puoi

Disco 8 lato A
1. Una favola blu

Disco 8 lato B
1. Signora Lia

Disco 9 lato A
1. Notte di Natale

Disco 9 lato B
1. Isolina

Disco 10 lato A
1. Questo piccolo grande amore

Disco 10 lato B
1. Caro padrone

Musicassetta lato A
1. Piazza del popolo
2. Una faccia pulita
3. Battibecco
4. Con tutto l’amore che posso
5. Che begli amici… !
6. Mia libertà
7. La prima volta

Musicassetta lato B
1. Quel giorno
2. Io ti prendo come mia sposa
3. Cartolina rosa
4. Questo piccolo grande amore
5. Porta Portese
6. Quanto ti voglio
7. Sembra il primo giorno
8. Con tutto l’amore che posso

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