«CAMILA - Camila Cabello» la recensione di Rockol

Camila Cabello è davvero la nuova reginetta del pop internazionale?

Trainato dalla hit "Havana" (al numero uno in ben sedici paesi), esce l'album d'esordio dell'ex cantante Fifth Harmony, un intrigante mix tra pop, latin e hip hop.

Recensione del 12 gen 2018 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Era una maggiore libertà creativa quella che Camila Cabello voleva, quando ha lasciato le Fifth Harmony, nel dicembre del 2016: "Gli A&R ti fanno ascoltare le canzoni e un produttore ti dice cosa cantare. Non faceva per me", aveva detto. Doveva essere - almeno nelle intenzioni - una separazione pacifica: invece l'uscita di Camila dal gruppo si è trasformata in un polemico botta e risposta tra le Fifth Harmony (rimaste in quattro) e la cantante. Loro, a quanto pare, ancora non hanno mandato giù la cosa: lo scorso agosto, sul palco degli MTV Video Music Awards, hanno messo in scena una performance che le ha viste presentarsi in cinque sul palco, salvo poi scaraventare giù il quinto membro (rappresentava proprio Camila). Lei, invece, ha cercato di lasciarsi tutto alle spalle: è rimasta sempre concentrata sul suo progetto solista, annunciato all'inizio di dicembre dopo circa un anno di lavoro.

E pensare che "Havana", il singolo che ha puntato tutti i riflettori su Camila, non era stato nemmeno pensato come lead single di questo album. Secondo i piani della cantante e del suo team, infatti, la canzone avrebbe dovuto rappresentare solo una delle varie anticipazioni del primo disco solista dell'(ormai) ex Fifth Harmony. Invece "Havana", un intrigante mix tra latin fusion e pop (tra gli autori, nientepopodimeno che Pharrell Williams), è andata al numero uno nelle classifiche di ben sedici paesi. Curiosamente non negli Stati Uniti, dove non è riuscita a spingersi oltre il secondo posto della Billboard Hot 100, frenata da Post Malone e dalla sua "Rockstar" (ma negli States è riuscita ad aggiudicarsi il doppio disco di platino - 2 milioni di copie, tra download e streaming). Anche nel nostro paese ha ricevuto un buon successo, conquistando due dischi di platino (100mila copie) e ottenendo piazzamenti alti nella classifica dei passaggi radiofonici.

La libertà creativa che Camila cercava alla fine l'ha trovata - dice lei - lavorando al suo primo disco solista. Perché piuttosto che cantare pezzi che le venivano imposti, la cantante ha voluto partecipare attivamente alla scrittura delle canzoni, mettendoci del suo. Tutte le canzoni contenute nel disco portano la sua firma, accanto a quelle dei vari autori che l'hanno affiancata: ci sono anche Ryan Tedder dei One Republic, Justin Tranter (già autore per Britney Speaers, Gwen Stefani, Justin Bieber e altri) e Amy Wadge (una collaboratrice di Ed Sheeran). Frank Dudes, alla guida del team di produttori, ha cercato di mettere insieme tutte le varie sfaccettature musicali della cantante, facendo incontrare le sue radici latine con suoni e atmosfere più pop e hip hop.

L'album d'esordio di Camila Cabello non ha grandi pretese se non quello di essere un buon disco pop per chi ascolta musica pop. Soprattutto per le ragazzine, che costituiscono la parte più importante della fan base dell'ex Fifth Harmony, e in questo senso centra perfettamente l'obiettivo. Dentro c'è tutto quello che ci deve essere: pezzi radiofonici e scalaclassifiche (come la stessa "Havana", ma anche "She loves control", con lo zampino di Skrillex), pezzi da ballare ("Into it", "Inside out", un reggaeton sporcato di elettronica), una spruzzatina di pop zuccheroso ("All these years" è il racconto tra Camila e un ex fidanzato: "Cause afer all these years / I still feel everything when you are near"), qualche traccia più incazzosa ("In the dark") e un paio di ballate che servono a smorzare un po' i toni ("Consequences" e "Something's gotta give").

Mentre le sue ex compagne di band si prendevano gioco di lei, un paio di mesi mesi dopo, agli MTV Europe Music Awards Camila Cabello, scippava il premio "Best pop" a Miley Cyrus e Taylor Swift.
È davvero la nuova reginetta del pop internazionale? Forse è ancora presto per dirlo. Ma, insomma, è sulla buona strada.

TRACKLIST

01. Never Be the Same (03:46)
02. All These Years (02:44)
03. She Loves Control (02:57)
04. Havana (03:37)
05. Inside Out (03:02)
06. Consequences (02:58)
07. Real Friends (03:34)
09. In the Dark (03:39)
10. Into It (02:55)
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