«STORIE DI CASA MIA - Lucio Dalla» la recensione di Rockol

Lucio Dalla - STORIE DI CASA MIA - la recensione

Recensione del 11 dic 2017

La recensione

Nel 1971, quando presenta “4/3/1943” a Sanremo, Lucio Dalla non è un novellino. Ha 28 anni, ed ha già tanta gavetta alle spalle. Suona nei locali jazz, milita in vari gruppi (i Flippers, gli Idoli, che lo accompagneranno negli anni iniziali, e altre jazz band), ha già partecipato al Festival, nel ’66 con “Paff... Bum”, e nel ‘67 con i Rokes di “Ma che colpa abbiamo noi”, e ha alle spalle due album, “1999” e “Terra di Gaibola”.



Il pubblico fatica ad abituarsi al suo sguardo intelligente, alle sue espressioni stravaganti, ai suoi modi surreali, alle sue canzoni così particolari.
Ma il 1971 è l’anno di “Storie di casa mia”, che contiene gioielli come la delicata “Il gigante e la bambina”, la malinconica e struggente “La casa in riva al mare”, è l’anno, appunto, di “4/3/1943” canzone oramai eterna, con la quale il cantautore bolognese conquista il terzo posto al Festival, ed un buon successo, che diverrà poi immortalità. Il brano è a tutt’oggi considerato tra le più belle canzoni italiane mai composte. È una ballata popolare, contraddistinta dal refrain di un violino malinconico e sghembo, magistralmente suonato da Renzo Fontanella, che rende bene l’idea dell’atmosfera stradaiola del racconto. Il testo è scritto da Paola Pallottino, che collabora con Dalla in più riprese, scrivendo anche il testo di “Il gigante e la bambina”, nel disco, portato al successo da Ron. Il testo originale di “4/3/43” era specchio del linguaggio popolare, da strada, diretto, sporco, e conteneva parole come “puttane” e “bestemmie”.
Osteggiato dalla Rai, Dalla dovette cambiare titolo (quello originale era “Gesùbambino”), scegliendo la sua data di nascita – visto che la Pallottino si era ispirata proprio al cantautore - e ammorbidire frasi come “...e ancora adesso che bestemmio” in “....e ancora adesso che gioco a carte”. Seppure edulcorata in alcune parti, la canzone non perse comunque la sua bellezza ed il suo fascino di strada, e finalmente aprì una porta verso il successo definitivo.

Dalla si affida ancora al lavoro di professionisti “esterni”. Arrangiano infatti i fratelli Guido e Maurizio de Angelis, in arte Oliver Onions, autori di molte colonne sonore di successo, dei film d’azione del duo Bud Spencer-Terence Hill, e delle sigle di serie televisive di successo come “Sandokan” e “Zorro”.
A Ruggero Cini, maestro ed arrangiatore di pregio, collaboratore per lungo tempo di Dalla, sono affidate invece “4/3/1945” e “Il gigante e la bambina”.
Nel disco spiccano anche “Itaca”, arricchito da un coro epico e buffonesco, e “Il bambino di fumo”, dalla poetica ecologica e fiabesca, sempre con il testo firmato da Paola Pallottino.

TRACKLIST

01. Itaca (04:08)
02. Un uomo come me (03:29)
03. Il bambino si fumo (04:21)
04. Il Colonnello (03:42)
07. Per due innamorati (04:44)
08. 4/3/1943 (03:42)
09. Strade su strade (03:33)
10. L'ultima vanità (03:11)
11. Lucio dove vai (02:58)
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