«TAKE ME APART - Kelela» la recensione di Rockol

Kelela, l'ennesima evoluzione virtuosa del contemporary r&b

La 34enne Kelela al suo esordio mette insieme il beat elettronico e stratificato del produttore Arca-Warp Records e la classica canzone r&b. Il matrimonio funziona.

Recensione del 26 ott 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Ormai si è capito. Basta vedere le playlist costruite dai servizi di streaming o, più semplicemente, leggere i numeri della chart Nielsen: l'r&b e hip-hop rappresentano oggi circa il 24% della musica distribuita nel 2017, seguita dal rock (21%) e infine dal pop (12%). Quindi dire che l'r&b è il nuovo pop non è più un'affermazione peregrina.

Il genere che è, per sua stessa natura, un genere ibrido che mescola blues, boogie e soul, si presta peraltro volentieri a nuove contaminazioni. Così ecco questo primo disco ufficiale della non più giovanissima Kelela che vede una nuova evoluzione del contemporary r&b nata da quel “The Velvet Rope” di Janet Jackson di vent'anni fa e portato avanti da Timbaland con Aaliyah e Destiny's Child, attraverso cui si reinventò un genere rendendolo molto più largo, contemporaneo e attraente. Kelela Mizanekristos, 34enne originaria di Washington ma di base a Los Angeles con già al suo attivo un mixtape (“Cut 4 me” del 2013) e un Ep (“Hallucinogen” del 2015), ci prova ora con questo “Take me apart” firmato Warp Records, etichetta di Sheffield specializzata in elettronica sperimentale che da qualche anno si sta avventurando con successo verso altri territori, prima nel soul con Jamie Lidell, poi nello space jazz di Flyng Lotus, lo scorso anno nell'hip-hop con il disturbante “Atrocity Exhibition” di Danny Brown, e oggi nel R'n'b, sempre però mantenendo la propria identità electro-avantgarde.

Le 14 tracce di “Take me apart” posano tutte sopra un sofisticato tappeto elettronico creato da produttori come Arca (Alejandro Ghersi, già collaboratore di Bjork, FKA Twigs e Kanye West), Ariel Rechtshaid (Haim, Charli XCX) e l'inglese Jam City, per un'esecuzione canora molto classica di Kelela, raramente filtrata da effetti o da auto-tune. Il risultato è davvero eccellente: si va dall'iniziale proto-funk di “Frontline” alla ballata tutta synth di “Better”, dal pop morbido à la Janet Jackson di “Waitin” al minimalismo urban “Truth or dare” che sarebbe molto paciuto a Prince.

Tra tutte si staglia la title track, davvero una delle canzone più belle e originale dell'intero 2017: partenza lenta, evoluzione electro stratificata e in mezzo intervalli disco funk come se un ispirato Timbaland si ritrovasse a produrre tutta la famiglia Jackson.I testi raccontano storie piuttosto forti di tormento amoroso, sfruttamento, tenerezza e redenzione, dove il tema dell'empowrment così tanto di moda, passa attrverso un percorso crudo e

Beat industrial e violoncello (“Turn to dust”), refrain da classifica (il singolo “LMK”) e dubstep, glitch e melodia: “Take me Apart” forse non è un disco di facilissima presa, ma è l'ennesima pietra miliare di un genere, il contemporary r&b, in continua evoluzione.  

TRACKLIST

01. Frontline (05:39)
02. Waitin (03:15)
03. Take Me Apart (04:02)
04. Enough (05:09)
05. Jupiter (02:05)
06. Better (04:26)
07. LMK (03:38)
08. Truth Or Dare (04:12)
09. S.O.S. (02:22)
10. Blue Light (03:36)
11. Onanon (04:31)
12. Turn To Dust (04:29)
13. Bluff (01:12)
14. Altadena (05:10)
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