«LA BAND DEL BRASILIANO, VOL. 2 - La Band del Brasiliano» la recensione di Rockol

Non si vive di solo beat nel nuovo album del collettivo toscano

Attenzione che questi sparano! Ecco "Vol. 2" della Band del Brasiliano

Recensione del 05 nov 2017 a cura di Marco Di Milia

La recensione

In principio erano le colonne sonore, con in testa il sacro trittico Morricone, Micalizzi, Bacalov. Una straordinaria stagione di musiche sulle quali ricamarci sopra storie di ogni sorta che, negli anni Sessanta e Settanta, hanno messo in mostra le mille idee del nostro cinema. Un’epoca che il collettivo pratese John Snellinberg ha omaggiato con la pellicola low budget “La banda del Brasiliano”, personale tributo al genere poliziottesco che fu, con tanto di messaggio sociale. Il film, pur con tutte le restrizioni che la piccola produzione imponeva, ha avuto, con lo stesso spirito retroeroico, la sua stilosa colonna sonora di ordinanza, dove al fianco degli immancabili Calibro 35 figurava anche una band riunita appositamente per il commento sonoro di quelle immagini, la Band del Brasiliano, appunto.

Un’avventura ancora in corsa per la formazione toscana, dopo un primo album pubblicato nel 2013, che prosegue nel suo immaginario vintage forte e vitale nel nuovo album intitolato semplicemente “Vol. 2”, che rielabora ed espande quanto già preposto in precedenza. Ecco quindi questa big band nostrana di nove elementi alle prese con brani propri e riletture personali, tra cantati e strumentali dall’inconfondibile sapore retrò. Non solo inseguimenti, scazzottate e baffoni a manubrio, ma anche quell’ironia caciarona e scollacciata tipica delle commedie sexy all’italiana, baluardo dei palinsesti notturni e fenomeno di culto che ormai tutto il mondo ci invidia. La marcia in più del gruppo, oltre a una tecnica strumentale notevole e a una conoscenza certosina di library musicali altrimenti misconosciute, sta nella voce, quella femminile, di Serena Altavilla, già in formazione nei Mariposa e prestata occasionalmente agli amici-rivali dei Calibro. Sono suoi i mugolii, i vocalizzi e gli svolazzi canori che rendono l’atmosfera dell’album sfacciatamente pop, come nell’ammiccante “Ti voglio” che fu di Ornella Vanoni e i New Trolls, sostenuta da un giro di basso funky e riportata alla luce in tutto il suo splendore disco. 

Così tra registri beat, rock e soul, la Band del Brasiliano si muove come un juke box d’altri tempi impostato su una anacronistica funzione random che pesca tra canzoni vecchie e nuove, da “Preparati bambina” - già lato B del 45 giri “Jumbo Rock” a firma di Theodoro Re dei Poeti, artista ai più mai troppo intercettato dai radar musicali - agli originali di “Impossibile” e “La verità”, così come dai balli scatenati per discoteche che probabilmente non esistono più alle sigle per i programmi fantasiosi di “92° minuto” e “Giovani di nulla”, fino all’immancabile momento sentimentale con “Un’ora in più”, “Il tema della gelosia” e “Anna”, ovvero tre distinti episodi che musicano la fittizia trama de “Gli amanti della domenica”.

Rispetto al primo volume, la quota originali qui proposta è maggiore, restando comunque fedele alla medesima tradizione artistica da cui la Band attinge la propria ragion d’essere. Pur con tanto materiale differente il gruppo riesce a trovare un suo carattere unitario senza ricorrere a registri innovativi, cercando, in modo anche più convincente delle pellicole che formano il loro immaginario musicale, la via dell’ironia seducente, senza paura di cascare nei facili cliché. Divertenti, ben oltre la propria nicchia, l’ensamble dimostra di avere ancora ottimi colpi in canna, e, attenzione, perché fanno sul serio.

TRACKLIST

01. La verità (02:52)
02. Impossibile (03:28)
03. Hey ragazzo (03:10)
04. Il tema della gelosia - Gli amanti della domenica parte I (01:17)
05. Eclisse twist (02:31)
06. Un'ora in più - Gli amanti della domenica parte II (03:08)
07. 92° minuto (03:50)
08. Ti voglio (04:48)
09. Giovani di nulla (02:48)
10. Preparati bambina (02:50)
11. Anna - Gli amanti della domenica parte III (03:27)
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