«SEKA "SISTER" VOL.2 - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - SEKA "SISTER" VOL.2 - la recensione

Recensione del 06 feb 2000

La recensione

La parola "Seka” è una delle più comuni della lingua serbo-croata e significa “sorella”: Seka può però essere anche la contrazione di "seminarna kuca", coppia di vocaboli che definisce un rifugio, un centro d’accoglienza per le donne rimaste traumatizzate dalla guerra che ha sconvolto la ex-Jugoslavia e per i loro bambini. Questa duplice interpretazione può servire a comprendere la natura di questo benefico, che nasce dall'interazione di cooperative di donne operanti nell'area di Amburgo e altre attive in Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia. L'obiettivo è la creazione di una serie di centri accoglienza in cui donne di diverse etnie e nazionalità possano incontrarsi e iniziare a ricostruire la propria vita dopo la guerra. E per facilitare la costruzione di questo centro, l’etichetta discografica che cura il progetto donerà un marco tedesco per ognuna delle prime 5000 copie vendute, mentre dopo le prime 5000 i marchi per copia saranno due. La raccolta, da parte sua, ce la mette tutta per entusiasmare, e in buona parte ci riesce: passi per l’eccezionale apertura di Tom Waits con “Georgia Lee” – canzone tratta dal suo ultimo album “Mule variations” e ispirata ad un fatto di cronaca relativo ad un delitto di una bambina – che quasi onn fa testo per quanto è riuscita, ma il resto del Cd non è certo da meno in diverse occasioni, sfoderando in un certo senso tutte canzoni a tema: citiamo Mary Chapin Carpenter con uno dei suoi classici, “Stones in the road”, riletta qualche anno fa anche da Joan Baez, e ancora Justin Sullivan & Dave Blomberg con la loro trascinante “Bad old world”, e poi ancora quel grande di Billy Bragg e “Bad penny”, Chuck Prophet e una splendida “February Morning”, Townes Van Zandt, Mekons, Black 47, Kelly Willis (ottima la sua “Talk like that”)... insomma, 22 canzoni e quasi 80 minuti di musica, in prevalenza american music dal sapore di grande provincia. Visti gli obiettivi e le finalità - e nonostante i tempi che corrono non accrescano la fiducia verso le task-force umanitarie - questo Cd vale comunque la spesa...
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