«AIDA (LEGACY EDITION) - Rino Gaetano» la recensione di Rockol

Rino Gaetano racconta: il mondo visto dagli occhi di un grande cantautore

40 anni portati con grande disinvoltura: questo è uno dei molti pregi di “Aida”, notevole album di Rino Gaetano pubblicato per la prima volta nel 1977.

Recensione del 20 ott 2017

La recensione

di Marco Cavalleri

Rockol, in collaborazione con Legacy, propone periodicamente recensioni di dischi storici o o del passato recente, comunque da riscoprire.

40 anni portati con grande disinvoltura: questo è uno dei molti pregi di “Aida”, notevole album di Rino Gaetano pubblicato per la prima volta nel 1977.

In occasione del quarantennale Sony Music ricorda il cantautore crotonese attraverso una versione Legacy dell’album rimasterizzato, a cui si aggiunge un bonus disc che contiene le cover di “Aida” interpretata da Gianluca Grignani, quella di “Escluso il cane” cantata da Fabrizio Moro” e “Spendi spandi effendi” affidata a Briga, registrate per la speciale occasione, più rarities e altre chicche.

Il libretto interno è a cura di John Vignola, giornalista e critico musicale e conduttore di Radio 1.

Per i collezionisti la versione in vinile vede l’album originale rimasterizzato a 192kh ed un 45 in vinile colorato dei brani di Grignani e Moro.

Da quei pesanti anni ’70, gli anni del piombo e della crisi economica, non molto è cambiato, e forse manca oggi l’impegno sociale che alcuni artisti abbracciavano con entusiasmo e trasferivano nei testi delle loro canzoni, perché credevano davvero che una frase potesse risvegliare un barlume di coscienza.

In quel 1977 Gaetano ha già alle spalle due album, “Ingresso libero”(1974) e “Mio fratello è figlio unico”(1976), passando per il singolo “Ma il cielo è sempre più blu”, pubblicato nel ’75, che gli ha dato una certa visibilità . Con “Aida” il processo della sua maturazione artistica è sempre più palpabile. Irriverente, irridente, intelligente, scanzonato, tenero e malinconico, Rino Gaetano racconta benpensanti e malcostumi nostrani, storie di amori e di solitudini.

Il suo linguaggio obliquo e apparentemente strampalato confonde e conquista il pubblico. Chi non penetra i significati più reconditi si diverte comunque a canticchiare le belle melodie ed i ritornelli accattivanti che restano in mente al primo ascolto.

Apre l’album “Aida”, ballata pop rock, con qualche colore blues, che ha un andamento pacato e stanco, come il passo di una donna, Aida, che è simbolo e alter ego di un paese che, come lei, ne ha viste e passate tante. Rino Gaetano passa a volo d’angelo su scenari della nostra storia, guerre, rosari, fame e povertà, corruzioni, dittatori e compromessi che sembrano ripetersi all’infinito.

Il ritornello cita l’opera omonima di Giuseppe Verdi, e la voce graffiante del cantautore esprime tutta la rabbia e l’amore per un paese che non vuole e non sa cambiare. Ironia e poesia, sarcasmo e cronaca in una canzone che tuttavia resta facile all’ascolto, leggera nella sua spietata analisi, una critica dolente travestita da canzonetta.

“Fontana chiara” è caratterizzata dal ricco arrangiamento di archi di Ruggero Cini, mentre protagonista di “Spendi spandi effendi” è l’uomo comune, che in regime di crisi economica sogna di essere un sultano, di poter disporre di macchine costose e femmine di lusso, e per questo regalerebbe pure la figlia o la sorella. Continua il viaggio nelle piccolezze umilianti, nelle ridicole grandezze degli italiani, nelle nostre patetiche debolezze, raccontate con sorridente sarcasmo e con una certa tenera empatia.

“Sei ottavi” è una danza antica, un ricamo musicale cantato in duetto con Marina Arcangeli della Schola Cantorum. Si raccontano le notti e le ore, le ombre di un’alcova d’altri tempi, che gli arpeggi delle chitarre e i flauti disegnano con magistrale perizia, costruendo scenari da fiaba.

“Escluso il cane” è un bellissimo brano dalla struttura semplice, una rock ballad poggiata su chitarre acustiche, pianoforte e synth. Importante il testo, come sempre sincero, selvatico, diretto e al contempo enigmatico, giocoso. L’amore non esiste, in realtà nessuno mi ama davvero, racconta il cantautore, il cane è l’unico capace di vero amore, gli altri sono fini dicitori del nulla, falsi dichiaranti di sentimenti logori.

Tra atmosfere spagnoleggianti e mandolini al chiaro di luna, in “La festa di Maria” si narrano le gesta di una donna, femmina conquistatrice ed irraggiungibile, eterno ideale femminino, musa, fantasma che scompiglia le notti di un innamorato.

“Rare tracce” ha un testo urgente, serrato, le parole e le immagini si inseguono, le chitarre e il piano disegnano ritmiche “on the road”, country & western, mentre Gaetano cerca tracce di vita, di peccati, di treni, cannoni, peccati ricchezze tenerezze, una incredibile massa confusa di cose, fatti e verbi. Da cui il cantautore sembra fuggire per nascondersi nell’amore, sicuro riparo consolatore.

È un blues “Standard”, un gioco di parole e significati, come “Ok papà”, un insieme di frasi fatte sentite ripetute, saggi consigli stanchi che un padre regala ad una figlia che di consigli non ne vuol sentire.

TRACKLIST

#1
02. Fontana chiara - Remastered in 192 KHz (02:26)

#2
01. Aida (03:42)
02. Escluso il cane (03:56)
04. Escluso il cane (03:55)
05. Aida - Live (04:47)
06. Escluso Il Cane - live (04:00)
08. Aida - live (04:14)
10. Aida - Q Concert (02:57)
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