Primus, la recensione di The Desaturating Seven

Les Claypool e soci non si smentiscono mai. E questo, alla lunga, potrebbe iniziare a essere un problema...

Recensione del 09 ott 2017 a cura di Davide Poliani

Voto 6/10

Il punto è: uno è bravo, ha una tecnica eccezionale, ha rivoltato il rock come un calzino facendo uscire su major dal 1990 in poi dischi che nessuna major di sarebbe mai sognata di fare uscire, e sa camminare sul quel pericoloso crinale che separa l'essere visionari dall'essere pragmatici e concreti meglio di un equilibrista. Ma, alla fine, è umano anche lui.

Di Les Claypool dire male è impossibile, così come dire che non sappia tenersi occupato: negli ultimi tre anni il virtuoso del basso ha pubblicato - sotto varie sigle - cinque dischi ("Four Foot Shack" come Duo de Twang, "Primus & the Chocolate Factory", "Monolith of Phobos" e "Lime and Limpid Green" con il progetto Claypool Lennon Delirium e questo "The Desaturating Seven", sempre coi Primus), e nell'ultimo miglio di questa maratona - diviso con la line-up storica della sua band - un principio di affaticamento inizia a farsi sentire.

Il problema non è che "The Desaturating Seven" sia un disco fiacco o suonato male, cosa che i Primus non riuscirebbero a fare nemmeno volendo. Qui c'è la quintessenza di quello che ha reso il gruppo di Claypool leggendario: il concept, il riferimento a un'opera para-letteraria minore, l'immaginario favolistico e bizzarro sono stati il pane quotidiano che il gruppo ha servito ai suoi fan per anni, facendoli affezionare, anche a costo di tirarli per la giacca nel loro paese delle meraviglie.

Però non è la perpetuazione, quello che ci si aspetta da loro. Anzi, tutt'altro. Ed eccolo qui, il paradosso: bravissimi a rompere con quello che era stato il rock prima di loro, Claypool e soci si trovano oggi in difficoltà a rompere con il proprio passato. Non si tratta di mancanza di talento e coraggio, ché non sono mai stati e non saranno mai in discussione quando si parla di loro, ma, forse, di resistenza di quello che è il loro leader e motore musicale. Cinque album in tre anni sono tanti, e quando - una volta finito il quarto - ci si mette a pensare e registrare l'ultimo, probabilmente l'idea è quella di divertirsi senza troppe complicazioni, soprattutto se lo si fa con i vecchi amici. Purtroppo, però, il divertirsi - da solo - non sempre è abbastanza.

Tracklist

01. The Valley (04:43)
02. The Seven (03:08)
03. The Trek (07:50)
04. The Scheme (02:50)
05. The Dream (06:36)
06. The Storm (07:47)
07. The Ends? (01:44)

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