«SATURDAY NIGHT LIVE - THE MUSICAL PERFORMANCES VOL.1 - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - SATURDAY NIGHT LIVE - THE MUSICAL PERFORMANCES VOL.1 - la recensione

Recensione del 05 feb 2000

La recensione

Il Saturday Night Live compie 25 anni, e li festeggia in musica. Uno dei programmi storici nella storia dell’entertainment, fucina di diverse generazioni di comici (ci sono passati tutti, da John Belushi e Dan Aykroyd a Robin Williams, da Bill Murray a Chevy Chase, da Eddie Murphy ad Arsenio Hall), celebra se stesso e la propria capacità di fare cultura e intrattenimento ‘alternative’, ospitando musica e dando risalto al meglio del rock mondiale decenni prima della nascita delle prime tv musicali. Oltre 1000 esibizioni si sono susseguite sul palco del SNL, e in questi due Cd (il volume 2, dedicato a gruppi più undergound e meno mainstream, verrà recensito da Rockol domenica 6 febbraio) è compreso un campionario decisamente straordinario di artisti e canzoni, con in più la suggestione dell’atmosfera live, che rende alcuni brani decisamente superiori alle versioni in studio. E’ il caso, ad esempio, della versione di “Wonderful tonight” suonata da Clapton e impreziosita da un apertura veramente suggestiva e da un suono di chitarra robusto e saturo. O del vero e proprio salto nel passato fatto grazie a Billy Joel e alla sua “Only the goods die young”, targata 1978. O ancora delle suggestioni allucinate regalate da Adam Duritz e dai suoi Counting Crows con la loro versione di “Round here” (credo che non ne abbiano mai cantata una uguale ad un’altra). Ma c’è spazio anche per un’ottima Dave Matthews Band (“What would you say”), per un David Bowie ultra adrenalinico (“Scary monsters” in versione 19997), per Sting e Paul Simon con Ladysmith Black Mambazo, per Annie Lennox e le sue ultime chincaglierie da diva con la voce splendida (“Why”)... tanto, tanto altro ancora, come desumerete dalla tracklist incollata qua sotto. E’ bizzarro che la migliore antologia rock dal vivo su Cd nasca dal meglio di un programma televisivo, ma è proprio quello che è successo, e d’altronde, il fatto che si stia parlando del Saturday Night Live spiega a sua volta molte cose. Se non fosse stato un programma rock con le palle, John Belushi non ci avrebbe perso certo del tempo....
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