«LA VERTIGINE PRIMA DI SALTARE - Alteria» la recensione di Rockol

Alteria: leggi qui "La vertigine prima di saltare"

A quattro anni di distanza da "Encore", Alteria, vero nome Stefania Bianchi, torna con un nuovo album, il primo cantato interamente in italiano.

Recensione del 08 ott 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

La prima premessa per affrontare “La vertigine prima di saltare” ce la fornisce direttamente Stefania Bianchi, meglio nota come Alteria.

La sfida di scrivere in italiano per la prima volta è stata difficile e spesso ho percepito la sensazione del rischio, il timore di non farcela o di non essere all’altezza, una vera e propria vertigine. Pian piano sono entrata in ‘confidenza’ con la mia lingua madre e, immediatamente dopo, è arrivata la sintonia delle parole con la musica e la gratificazione di trovare il modo, il mio modo.

La seconda premessa… anche: letteralmente è il primo pezzo di questo nuovo lavoro, il primo cantato interamente in italiano dalla rocker, deejay, conduttrice Tv e speaker radiofonica. “Premessa (la vertigine prima di saltare)” quindi non solo va considerata la titletrack del disco, ma è a tutti gli effetti anche il manifesto, la chiave di lettura con cui affrontare il disco stesso. Un minuto e venti in cui Alteria spiega esattamente i contenuti del disco e lo stato d’animo con cui ha affrontato e sta ancora affrontando il cambiamento formale che la vede coinvolta dopo anni di fedele dedizione alla causa del rock cantato in inglese, un cambiamento generato dalla voglia di raccontarsi “… come ancora, attraverso la lingua inglese, non ero riuscita a fare”. Una spiegazione  piuttosto esaustiva e per nulla complicata da capire o tantomeno da accettare: la nuova Alteria parte dunque da qui, da un modo diverso di cantare, una lingua paradossalmente nuova per un disco diverso, farcito di tutto quello che il cambiamento porta con sé. Un cambiamento che in “La vertigine prima di saltare”, prodotto da Alteria, Fernando de Luca e Max Zanotti (Deasonika, Casablanca), mixato da Tancredi Barbuscia ai Green River Studios e masterizzato da Giovanni Versari, si traduce in un rock dai contorni più smussati rispetto a quanto fin qui proposto dalla rocker; suoni e arrangiamenti al totale servizio della melodia e delle linee vocali, per un risultato complessivo sempre molto pulito (pure troppo) e con tutto al posto giusto. Un lavoro certosino dal punto di vista tecnico che bene si sposa con il piglio molto diretto e altrettanto pulito dei testi. “La vertigine prima di saltare” arriva a quattro anni da “Encore”, un lasso di tempo in cui, come già accennavo poco fa, Alteria ha compiuto la definitiva mutazione, passando dal crossover al rock radiofonico di matrice cantautorale.

Certo, l’ombra del passato, dei NoMoreSpeech in particolare, si fa ancora sentire quando l’interpretazione rimanda direttamente ai mai dimenticati Guano Apes (il lupo perde il pelo…) ma diciamo che in questo caso la reference più diretta per entrare nel nuovo mondo di Alteria possono essere in Negramaro (e io ci ho sentito pure qualcosa di Renga ma lo dico piano, giusto tra parentesi). In questo senso, gli undici i pezzi in scaletta scorro lisci e forse succede un po’ sempre quello che ti aspetti, ma è anche vero che a priori Alteria si è messa in gioco come mai prima d’ora e tanto basta. Un passo alla volta; come per lei, anche noi avremo bisogno di un periodo di ambientamento per adattarci meglio alla nuova strada. Ciò detto parliamo comunque di un lavoro genuino, sicuramente personale e sincero, nato da un’urgenza creativa che ha trovato la quadratura grazie alle nuove possibilità contenutistiche che cantare nella propria lingua ha regalato all’autrice: ne ha giovato l’interpretazione, paradossalmente più spigliata del solito nonostante l’abbassamento del livello di agonismo generale dato dalle contaminazioni elettroniche (vedi “In controluce”), soft rock (“Cuore demonio”) e cantautorali (“Diventare chi sei”).

TRACKLIST

01. Premessa (La vertigine prima di saltare) (01:22)
02. Peccato (03:30)
03. Cuore demonio (03:12)
04. Sacro e profano (03:57)
05. Santa pace (03:36)
06. Diventare chi sei (03:28)
07. In controluce (03:57)
08. Insieme e soli (03:32)
09. Passi fermi (04:16)
10. Il mio vento (03:28)
11. Taste (04:43)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.