«IL FUTURO è NELLA TESTA - Le Furie» la recensione di Rockol

Le Furie: leggi qui la recensione de "Il futuro è nella testa"

A ben cinque anni di distanza dal disco d’esordio, l’interessante “Andrà tutto bene”, Le Furie, band indie rock fiorentina nata nel 2009, tornano con un nuovo lavoro d’inediti. “Il futuro è nella testa” conta dieci pezzi a cavallo tra brit e cantautorat

Recensione del 27 set 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Addomesticati. Persi. Non sappiamo più neanche stare fermi ad aspettare. Navighiamo a vista, dentro il mare del nostro continente che piano piano sta affondando lasciandoci soli, con tutte le nostre domande e con un foglio bianco, senza una penna. Distratti da chili di droga, da programmi culinari, dalle serie televisive, cerchiamo il coraggio per uscire da questo limbo. Il carnevale imperterrito sembra non finire più, le strade sono piene di carri e maschere. Nel frattempo noi contribuiamo alla festa che sarebbe dovuta finire già da un po’. Serviamo ai tavoli, siamo i camerieri. E se non avessimo più tempo? E se questo stato adolescenziale in cui ci siamo cullati e persi improvvisamente ci mostrasse un’altra faccia? C’è sempre una redenzione. E passa sempre dall’acqua e dall’amore. Basta un po’ di mare. Qualcosa e qualcuno da amare, qualcosa e qualcuno in cui sperare. Basta andare al cinema il lunedì quando non c’è coda. Basta cercare le strade dove c’è poca luce. Eccola qui la vera bomba. Dall’esplosione nasce nuova musica, un nuovo futuro.

Le furie mancavano da cinque anni, più precisamente dalla pubblicazione di “Andrà tutto bene”, disco di cui scrissi proprio qui su Rockol. In questi cinque anni la band fiorentina è cresciuta e ha suonato parecchio in giro, passando gradualmente dallo status di novità tutta da scoprire (e da tenere d’occhio) a quello di band con dei contorni ben definiti, da aspettare. Muovendosi all’interno di un indie rock dai toni brit pop, Le Furie hanno così impostato il loro cammino senza mai tradire la rotta impostata, andando piuttosto a lavorare di fino sul songwriting alla ricerca di un qualcosa di sempre meno impulsivo e più ragionato. Un approccio quasi cantautorale che in questo nuovo “Il futuro è nella testa” si traduce in dieci pezzi coerentemente legati da una linea narrativa costante. “Il futuro è nella testa” è un disco che riassume una fase della vita (della band?) e, come tale va preso. Quasi un concept album che racconta una storia, quella che trovate qui sopra: un racconto di formazione fatto di quotidianità, di viaggi, di nostalgia, di mare… pieno zeppo di domande che riguardano il presente e, soprattutto, il futuro. Un futuro che la titletrack rappresenta con i toni cupi di un post punk che si apre lentamente verso una psichedelia anni Settanta davvero molto gradevole, quasi progressiva. Ed è qui che Le Furie hanno trovato la quadratura del cerchio:

Un futuro semplice. Dove si cantano le canzoni che ci fanno sentire bene. Cantiamole forte. Anche se siamo stonati. Perché non ci abbiamo pensato prima? Non ce le siamo mai scordate. Erano e sono sempre qui. Da qualche parte nella nostra testa.

“Il futuro è nella testa” il frutto del buon lavoro che la band ha svolto con Davide Autelitano de I Ministri e Taketo Gohara (vecchia conoscenza dei toscani), lavoro che si è poi concluso al Noise Factory di Alessio Camagni e alla Cùpa di Vinicio Capossela dove la band ha registrato il disco. Un disco che mette effettivamente in primo piano i contenuti per poi costruirci intorno l’ambiente sonoro più adatto (e qui la mano di Autelitano un po’ si sente). Basso, batteria, voce e chitarra si relazionano dunque in modo sempre molto controllato, a tratti un po’ troppo, per creare pezzi dalla grande cantabilità, vedi “Siamo messi male”, “Caterina” e “Il mare”, il sorprendente primo singolo estratto da questo “Il futuro è nella testa”. Una spremuta di malinconia, un recap emotivo che sulla falsa riga di “Andrà tutto bene” rappresenta effettivamente un nuovo inizio per la band fiorentina. Perché cinque anni non sono pochi, specialmente in ambito indipendente; è il tempo di che serve ad una generazione musicale per crescere. Esattamente quello che è successo a Le Furie, una band che sta diventando (di nuovo) grande e che è ripartita con tanta voglia di suonare, di cantare e di stare su un palco.

TRACKLIST

01. Artisti da fast food (03:25)
02. Camerieri (03:32)
03. Il mare (04:45)
04. Se non avessimo più tempo (03:22)
05. Questo nostro continente (03:34)
06. Siamo messi male (02:30)
07. Confido in te (03:51)
08. Cucine finte e telefilm (04:24)
09. Caterina (03:33)
10. Il futuro è nella testa (03:42)
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