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Recensioni / 24 set 2017

Giovanni Succi - CON GHIACCIO - la recensione

Giovanni Succi: leggi qui la recensione di "Con ghiaccio"

Undici pezzi in cui Succi concentra il suo essere musicale, qui tradotto in un rap su base kraut, in cui l’artista astigiano si mette a nudo con orgoglio, leggerezza e originalità.

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Marco Jeannin
CON GHIACCIO
La Tempesta Dischi (Digital Media)

L’amaro Succi esiste. E’ un liquore attualmente in vendita, che va probabilmente servito con ghiaccio. Personalmente non ho ancora avuto il piacere di berlo, in compenso però frequento la musica di Giovanni Succi da un bel po’, abbastanza quantomeno da sapere in anticipo di che morte potrei morire affrontando un suo nuovo lavoro. Dico potrei, perché c’è sempre quella componente di incertezza che contraddistingue gli artisti di un certo livello e che rappresenta, a mio avviso, quello qualcosa che li rende sempre interessanti a prescindere. Poi comunque con Giovanni Succi funziona un po’ così: o lo conosci e lo ami per ciò che è, o ti sta sullo stomaco, e non c’è digestivo che tenga.

Pensavo di essere un buon vino da invecchiamento, invece ho scoperto col tempo che sono un amaro, un super alcolico da dopo pasto. L’Amaro Succi è un intruglio di radici denso, mai dolciastro, scuro e balsamico. Ho fatto un giro molto largo per arrivare a riproporre le mie canzoni nei panni di me stesso, dai Madrigali Magri ai Bachi Da Pietra e ritorno…

 

Per me un Succi, grazie. “Con ghiaccio”.

“Con ghiaccio” è il primo lavoro di Succi uscito a nome Succi e contenente undici pezzi interamente scritti da... Succi; i due album precedenti, “Il conte di Kevenhüller” e “Lampi Per Macachi” erano rivisitazioni di opere altrui: il primo una lettura per sola voce dell’ultima opera di Giorgio Caproni, il secondo un tributo a Paolo Conte, che di Succi è sempre stato un po’ il punto di riferimento. Undici pezzi quindi, in cui Succi gioca a fare il crooner (ebbene sì), arredando l’ambiente (sonoro) di questo locale fumoso, aperto di notte in una strada laterale di una periferia a caso, in modo da creare un’atmosfera soffusa e inequivocabilmente noir. Anzi, mi correggo: pulp. Molto meglio. E Giovanni Succi in questo locale racconta storie autobiografiche, arcigne, controverse, grottesche e immancabilmente ironiche, giocando come suo solito con la lingua, le assonanze e le allitterazioni, andando a creare un racconto che scorre incessante, denso e zuccheroso come il liquore che ricopre dolcemente il cubetto di ghiaccio. Non è difficile immaginarsi Succi al bancone di questo locale, intento ad osservare il bicchiere nella sua mano destra, mentre sullo sfondo il rosa dei neon che illuminano il tavolo verde da bigliardo sbarbella senza tregua, matto come una falena, e il disco nel jukebox macina giri su giri. Un disco, prodotto, arrangiato e registrato da Ivan A. Rossi (Baustelle, Virginiana Miller, Giovanni Truppi, Bachi Da Pietra); un…

… intenso viaggio nel presente, un giro d’Italia a piedi, tra pagine quotidiane, ricordi d’infanzia, episodi e personaggi reali perfettamente delineati. Un mondo di alberghi, spiagge, backstage, bar, paradisi elettrici, locali che chiudono, calciatori, donne, preti, cantautori buoni, stronzi, amori, sbronze, readings, pedalate, folla, voci, sudori, solitudini, artisti di nicchia, messia da quattro soldi, poveri diavoli, duelli e qualche scazzo… il tutto shakerato con una vena di inconfondibile (spesso amara) ironia.

"Con ghiaccio"  il lavorto di un artista di nicchia che non ama scendere a compromessi, che da anni porta avanti il suo essere musicale senza guardare in faccia nessuno. Per questo o lo ami, o lo odi. Bachi, La Morte… cambia poco, l’approccio è sempre lo stesso, mentre la forma varia costantemente, soprattutto in questo caso. La voglia di cambiamento ha portato Succi a prendere la strada del rap. Un rap sui generis, talvolta sommesso e incacchiato, che va ad installarsi su tappeti sintetici, elettronici, kraut ma con momenti quasi folk. Il disco si apre guarda caso con… “Artista di nicchia”, in cui il saliscendi linguistico di Succi imbocca la via che condurrà poi ai momenti più ispirati del disco, e mi riferisco all’ottima “Bukowski”, alla ballad “Sipario”, a  “Il giro”, a “Tutto subito”, pezzo in cui Succi fa un po’ il Baco da Pietra ma, privo del compare Dorella, dagli angoli inevitabilmente smussati, fino alla conclusiva “Con Ghiaccio”, pezzo in cui i sintetismi fluorescenti e la batteria guidano la carica verso l’ultima discesa: “...se non ti piace liscio prova con ghiaccio / non ho creduto a niente se non al palco”. Il bicchiere passa dalle labbra al bancone. Il neon resta finalmente acceso. La puntina del jukebox si alza.

Certo, l’Amaro Succi è spigoloso e io – da autentico stronzo – non mi spendo mai troppo ad annacquarlo. Romanticismo fritto e glassa mi hanno sempre fatto schifo. Questa è la mia indole, anche detta destino. Se c’è un pubblico adulto, sarà cosciente di esporsi al piacere di un veleno. Ma a questo giro il mio intruglio scuro lo servo con ghiaccio e magari andrà giù bello fresco…

Personalmente bevo Succi perché… no so perché… sono fatti miei.

TRACKLIST

01. Artista di nicchia - (01:56)
02. Remo - (04:54)
03. Bukowski - (03:26)
04. Sipario - (04:56)
05. Il Giro - (08:47)
06. Tutto subito - (04:28)
07. Satana - (03:59)
08. Salva il mondo - (03:13)
09. Arriveremo in pedalò - (04:19)
10. Elegantissimo - (04:35)
11. Con ghiaccio - (03:57)