«VISIONS OF THE AGE TO COME - In Zaire» la recensione di Rockol

In Zaire: leggi qui la recensione di "Visions of the age to come"

“Visions of the age to come” è il secondo lavoro degli In Zaire, quartetto space rock psichedelico formato da Claudio Rocchetti, Stefano Pilia, Alessandro De Zan e Riccardo Biondetti, attivo dal 2013.

Recensione del 17 set 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Dischi come questo vanno presi, tenuti tra le mani e osservati per bene. Poi vanno addentati, senza paura. Il primo morso è quello che basta a proiettare la mente nello spazio profondo, quella zona d’ombra che solo viaggiando sulle ali di un certo tipo di rock si può fisicamente esplorare. Space rock che poi diventa psichedelia, progressive e va a bagnarsi con un po' di elettronica. Il tutto accompagnato da ritmi tribali che portano gli occhi a chiudersi e la mente ad immaginare; visioni di un’era che deve ancora venire. Letteralmente.

“Visions of the age to come” è il secondo album degli In Zaire, al secolo Claudio Rocchetti, Stefano Pilia, Alessandro De Zan e Riccardo Biondetti. Pubblicato a ben quattro anni di distanza dal bellissimo “White sun black sun”, “Visions of the age to come” mette appunto sul piatto otto pezzi di sana e quadrata psichedelia portata avanti a colpi di riff. Basso (tanto), chitarra e batteria che discutono di quello che sarà il mondo, un futuro prossimo che non sembra promettere benissimo: un sound impostato già quattro anni fa e che qui va ad incupirsi e affilarsi ulteriormente per dare corpo a delle piccole suite che spaziano dal kraut puro alla psichedelia più progressiva, contaminandosi con l’elettronica dei nostri tempi e sfociando saltuariamente in qualcosa di nettamente heavy (pure blues). Un viaggio lungo che ci proietta formalmente indietro nel tempo, ai Settanta per la precisione, per provare a raccontaci il futuro. Si parte quindi dalla buona “Hermes dance”, pezzo di adattamento climatico, per poi per poi precipitare immediatamente nel buio dello spazio profondo. Attraversato il primo compattissimo blocco formato da “Revelations”, “Headscape” (molto interessante), “Synchronicity” e “Planet convercence”, pezzi in cui sostanzialemente gli In Zaire esplorano il suond di cui sopra, si approda ai nove minuti di “Nibiru” che servono a porre la mente in uno stato di ricezione, pronta per affrontare il pezzo chiave, “The seven sermons of the dead”, picco assoluto del disco in cui gli In Zaire concentrano tutta l’essenza di quello che attualmente sono. Un pezzo che chiama in causa i Godspeed You! Black Emperor ma  in versione a quattro e con la voglia di giocare a fare i Neu!. Alla festa si uniscono poi i Pink Floyd quando la titletrack riporta tutti a casa, chiudendo un lavoro che restituisce gli In Zaire alle cuffie di chi li aspettava in grazia; senza fretta e con la fiducia di chi sa che per certe cose ne vale la pena, a prescindere. Certo, quattro anni di silenzio sono tanti, ma fino ad un certo punto: tempo e spazio in casi come questi contano davvero poco.

TRACKLIST

01. Hermes Dance (03:59)
02. Revelations (06:11)
03. Headscape (04:36)
04. Synchronicity (06:25)
05. Planets Convergence (03:38)
06. Nibiru (09:14)
07. The Seven Sermons of the Dead (04:40)
08. Visions of the Age to Come (05:34)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.