«CARAVANAS - Chico Buarque De Hollanda» la recensione di Rockol

Torna Chico Buarque con "Caravanas", un capolavoro troppo breve.

A 72 anni il cantante, poeta e scrittore Chico Buarque De Hollanda torna con un nuovo disco che è una perfetta fotografia di un Brasile tormentato e confuso.

Recensione del 11 set 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Per chi non ha molta confidenza con la musica brasiliana, è difficile raccontare l'unicità di Chico Buarque, cantante, poeta, intellettuale e scrittore che ha attraversato con le sue canzoni più di 50 anni di storia e cultura del Brasile: De Andrè con più talento e leggerezza calviniana, John Lennon senza le smanie da artista, Pasolini con la lievità di Gianni Rodari.

A 73 anni fa uscire il suo quarantottesimo disco (di cui dodici negli ultimi 25 anni) ed è una gioia per le orecchie: una raccolta di nove canzoni caratterizzate come sempre dalle sue strutture armoniche complesse e testi che sono più di poesie per quanto si incastonano meravigliosamente nella ritmica e nell'armonia e una voce impossibile da confondere. “Caravanas” è anche un'istantanea del Brasile, nazione piuttosto tormentata in questi ultimi anni, tra corruzione e intolleranza, odio e razzismo, ma dove c'è ancora spazio per l'amore e la tenerezza.

Il singolo “Tua cantiga” che apre il disco si ispira nella composizione alla Polonaise in G minor di Bach su cui Chico compone un ricche di figure retoriche e riferimenti poetici su un uomo che decide di lasciare moglie e figlio per andare con l'amante e che in Brasile in molti hanno accusato di maschilismo.

In questo disco Buarque utilizza altri registri diversi da quelli tipici della MBP (música popular brasileira) dal bolero cantato per metà in spagnolo e per metà in portoghese (“Casualmente”) al blues (“Blues Pra Bria”), storia fantastica di un ragazzo che si innamora di una ragazza alla quale piacciono le femmine, e lui è disposto a diventare donna pur di conquistarla. In “Caravanas” è coinvolta anche la grande famiglia Buarque: il testo di “Massarandupió” è firmato dal nipote Chico Brown, figlio di di Carlinhos Brown e di Helena Buarque, mentre “Dueto”, canzone già registrata nel 1980 da Chico Buarque insieme a Nara Leão, qui viene eseguito con l'altra nipote Clara, con una nuovo arrangiamento più essenziale e l'inserimento nel testo finale delle varie app su in cui si costruiscono nuove relazioni, da Tinder a Whattsapp fino a Telegram. Non manca poi una canzone dedicata al calcio “Joga de Bola” dove il canto di Buarque raggiunge la sua perfezione.

La title track che chiude il disco è forse il capolavoro di questo piccolo e prezioso disco: la “caravana” si riferisce all'invasione pacifica di autobus stracolmi di giovani neri nelle zone della classe media a sud di Rio de Janeiro: un crescendo arricchito dalla partecipazione di Rafael Mike, membro del gruppo Dream Team Passinho, facente parte del movimento funk, una sorta di gangsta rap che va per la maggiore nelle favelas brasiliane, e da rime indimenticabili (“Filha do medo a raiva é mãe da covardia”, “figlia della paura, la rabbia è la madre della codardia” che starebbe bene anche per la situazione vissuta in italia).

Come spesso accade in certi casi il grande difetto di questo disco è la sua brevità - 9 canzoni per meno di 30 minuti - tuttavia i suoni, i testi e il cantato sono così ricchi e densi che il continuo riascolto non può che essere salutare. 

TRACKLIST

01. Tua Cantiga (04:11)
02. Blues Pra Bia (03:16)
03. A Moça do Sonho (02:46)
04. Jogo de Bola (02:51)
05. Massarandupió (02:43)
06. Dueto (03:22)
07. Casualmente (03:01)
08. Desaforos (02:42)
09. As Caravanas (02:47)
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