MODERN ART

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Voto Rockol: 3.5 / 5
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di Mattia Marzi

Ritmi incalzanti, produzione che strizza l'occhio al mondo dell'elettronica, ritornelli cantabili e radiofonici, atmosfere vivaci: "Mi hai fatto fare tardi", la canzone scelta come singolo apripista, rappresenta bene i colori musicali e il mood di "Modern art", quarto album in studio della cantautrice piacentina. Le differenze rispetto al precedente, "Frasi & fumo", si sentono: quel disco, prodotto da Mauro Pagani, era un omaggio alla musica nera e alla tradizione italiana anni '60 e '70, classico e molto suonato. "Modern art", invece, è un disco urbano e tropicale, come Nina Zilli ha ripetuto nelle varie interviste: se "Frasi & fumo" te lo immaginavi suonato in uno di quei club con tavolinetti, tavoli da biliardo e un piccolo palco sullo sfondo, questo nuovo disco te lo immagini suonato su una spiaggia di Kingston all'ora del tramonto.

Le canzoni del disco, scritto tra Milano e (guarda un po') la Giamaica, sono nate dalla collaborazione con alcuni autori italiani e inglesi: tra i crediti troviamo i nomi di Tommaso Paradiso, Calcutta, Dario Faini, Piero Romitelli, Emilio Munda e Alessandra Flora; e poi quelli dei fratelli Obi e Uchi Ebele, duo britannico che in Italia ha già collaborato con J-Ax, Fedez, Gué Pequeno, Jake La Furia e Baby K, e la cantautrice britannica Lola Kola.

Quando le tracce sono arrivate nello studio di Los Angeles di Michele Canova, che aveva già collaborato con Nina Zilli per "L'amore è femmina" del 2012, il produttore si è solamente limitato a mettere in ordine le idee e gli spunti della cantautrice, senza stravolgerne - dice lei - gli arrangiamenti: che guardano sì al mondo del reggae, ma con un tocco di elettronica (drum machine, sintetizzatori). Se volete farvi una veloce idea del disco ascoltate, oltre a "Mi hai fatto fare tardi", "1 x un attimo" e "Per un niente". Ma non lasciatevi ingannare, perché "Modern art" non è tutto ritmi in levare: accanto ai pezzi "giamaicani" ci sono anche alcune ballate ("Il punto in cui tornare", che ha comunque una base trap), episodi rap ("Domani arriverà", "Butti giù" con J-Ax) e canzoni più melodiche che rimandano alla tradizione delle grandi interpreti italiane anni '60 e '70 ("Per un niente" e la cover di "Il mio posto qual è" di Ornella Vanoni).

Sbaglia chi parla di una svolta, perché è proprio dal reggae che è partita la carriera di Nina Zilli. In rete è ancora possibile ascoltare un pezzo che la cantautrice aveva inciso nel 2007 insieme ai due gruppi simbolo del reggae italiano, gli Africa United e i Franziska: si intitolava "Bomboclat crazy", faceva parte di un disco degli Africa United e Nina Zilli era accreditata semplicemente come Chiara (vale a dire l'ex cantante di Chiara & Gli Scuri, la band con la quale nel 2002 pubblicò per Sony il singolo "Tutti al mare!"). E comunque Nina non ha mai dimenticato le sue origini, nemmeno quando ha (finalmente) raggiunto il successo "pop": nei suoi dischi, accanto a pezzi soul e r&b ha sempre inserito canzoni le cui sonorità rimandavano al sole e al mare della Giamaica (ascoltate "Penelope", "No pressure", "Piangono le viole"). Ha ragione lei quando nella nostra intervista dice che questi suoni rappresenteranno un grande stacco, sì, ma solo per chi la conosce soltanto per Sanremo.

"Tutto suona più forte di prima e guarderò la luna brillare in città. Oggi voglio perdermi come luce tra gli alberi, gli occhi chiusi e vivo a metà", canta Nina in "Domani arriverà".
Insomma, le nuvole di fumo sono lontane e il sole è tornato a splendere.

TRACKLIST

01. Domani Arriverà (Modern Art) - (02:54)
02. Ti Amo Mi Uccidi - (03:06)
03. 1xUnAttimo - (03:32)
04. Mi Hai Fatto Fare Tardi - (03:12)
05. Il Punto In Cui Tornare - (03:12)
06. Notte Di Luglio - (02:57)
07. Butti Giù - (03:55)
08. Il Mio Posto Qual E' - (02:44)
09. IgPF - (02:59)
10. Sei Nell'Aria - (03:14)
11. Per Un Niente - (03:23)
12. Come Un Miracolo - (05:10)