«URBAN HYMNS (SUPER DELUXE / REMASTERED 2016) - Verve» la recensione di Rockol

E i Verve diventarono pop star

Cinque CD e un DVD per raccontare l’epopea di “Urban hymns”, il disco di “Bitter sweet symphony” e del boom dei Verve, nel 1997.

Recensione del 06 set 2017 a cura di Claudio Todesco

La recensione

Mentre i quarantenni dicevano che la musica era finita e che non c’erano più i bei dischi d’una volta, nel 1997 uscivano “Ok computer” dei Radiohead, “The boatman’s call” di Nick Cave, “Either/or” di Elliott Smith, “Dig me out” delle Sleater-Kinney, “The fat of the land” dei Prodigy, “Homogenic” di Björk, “Blur” e “Portishead”, per citare i primi che vengono in mente. In Gran Bretagna, in particolare, per gli Oasis che cadevano vittime del proprio gigantismo con “Be here now”, c’erano gli Spiritualized che azzeccavano il capolavoro “Ladies and gentlemen we are floating in space”. E mentre Robbie Williams debuttava come solista e le Spice Girls come, ehm ehm, attrici, non tutti prestarono attenzione quando a fine settembre i Verve pubblicarono il terzo album. Se oggi i lavori di Radiohead e Spiritualized sono ricordati come i trionfi artistici di quella stagione, “Urban Hymns” è il best seller di quell’anno. Nel Regno Unito ha venduto più di “The joshua tree” degli U2, uscito dieci anni prima.

Il disco
“Urban hymns” arrivò dopo un periodo turbolento per la band. C’erano stati uno scioglimento e una ricostituzione e la separazione dal chitarrista Nick McCabe che rientrò nel gruppo a session iniziate. Il sound chitarroso e psichedelico dei dischi precedenti lasciava spazio a canzoni più accessibili, nate dalla predilezione del cantante Richard Ashcroft per la forma cantautorale. L’album uscì da lunghe session in vari studi, con un certo turnover di produttori e un uso contemporaneo di tecnologia digitale e analogica, una novità per la band. “Urban hymns” è anzitutto il disco di “Bitter sweet symphony”, la canzone con il campionamento della versione orchestrale di “The last time” dei Rolling Stones (pagata con una generosa porzione di royalties), con il video con Ashcroft che cammina spintonando chiunque gli venga incontro e il testo che faceva “È una sinfonia dolceamara, questa vita, cerchi di far quadrare i conti, diventi schiavo dei soldi e poi crepi” – un blues per gli anni ’90 formato da 110 tracce sovrapposte, o così dice il cantante. Ma “Urban hymns” è anche l’album delle ballate “The drugs don’t work”, “Lucky man”, “Sonnet”, alternate a momenti più caotici che rimandavano alle jam del passato prossimo come “The rolling people”. Ashcroft era passato dall’immagine di Mad Richard a quella di ultimo difensore del brit pop, nonché protagonista di un triangolo amoroso con Jason Pierce e Kate Radley degli Spiritualized. Aveva ridotto il consumo di droga, così racconta McCabe, e la cosa si riflette nel tono positivo del lavoro. Fatto sta che “Urban hymns” restò in cima alla classifica del Regno Unito per 12 settimane e finì in molte classifiche di fine 1997 e in seguito in quelle dei migliori album brit pop e di tutti anni ’90. Riascoltato vent’anni dopo mostra anche i suoi lati deboli, fra cui la lunghezza eccessiva, ma all’epoca sembrava che un album dovesse durare 70 minuti per essere degno d’attenzione.

La nuova edizione
Anzi, le nuove edizioni. La più ricca è la super deluxe che comprende 5 CD e un DVD: l’album originale rimasterizzato; due dischetti di lati B e session alla BBC e altri due con materiale dal vivo; il DVD con il concerto a Haigh Hall, quattro pezzi da Jools Holland, i videoclip. In più, un libretto di 56 pagine con dichiarazioni dei musicisti, il tutto a circa 127 euro su Amazon. La versione su doppio CD contiene l’originale rimasterizzato e un disco di pezzi dal vivo (34 euro). Ci sono anche una versione su 6 vinili (circa 170 euro) e una digitale. Materiale ce n’è in abbondanza, molto più di quello recuperato per le ristampe dei precedenti “A storm in heaven” e “A Northern soul”. Come suona? Abbiamo ascoltato la ristampa in anteprima via streaming e perciò non siamo in grado di dire se ci sono migliorie rispetto alle vecchie edizioni su CD.

Lati B e rarità
Sono ben 16 le B-side contenute nel secondo e nel terzo dischetto  – sì, c’è stato un tempo in cui la gente comprava singoli su CD dove le band piazzavano uno, due, tre pezzi inediti. A giudicare da cose come “Lord I guess I’ll never know” pare di capire che i Verve avrebbero potuto pubblicare un album ancora più placido a basato sulla scrittura di Ashcroft. Ci sono tre versioni di “Bitter sweet symphony”, fra cui un remix di James Lavelle senza il caratteristico campionamento orchestrale che succhia fuori un po’ della vitalità della canzone, e un demo di “The drugs don’t work” che fa comprendere l’importanza del lavoro compiuto dal gruppo attorno alla voce e alla chitarra del cantante. “This could be my moment” e “Monte Carlo”, erano già state pubblicate una dozzina d’anni fa, molti pezzi usciti su singolo effettivamente non meritavano di entrare nella track list dell’album e alcuni come “Stamped” sono decisamente riempitivi. Il terzo CD si chiude con cinque brani registrati durante una session alla BBC del 1997 che non compaiono nella versione su Spotify: la temperatura è tiepida, il repertorio comprende un solo successo, “The drugs don’t work”, e pezzi da “A northern soul” e dall’EP del 1992 “The Verve”. Le cronache raccontano che durante le session dell’album furono registrate altre canzoni promettenti che non hanno mai visto la luce, unitamente a pezzi poi finiti nel repertorio solista di Ashcroft come “A song for the lovers”. È un peccato non ritrovarli qui. La nuova edizione di “Urban hymns”, insomma, non regala vere sorprese, ma organizza e riunisce in un solo posto il materiale pubblicato “attorno” all’album.

I live
Le registrazioni dal vivo contenute nel quarto e quinto CD sono tratte in parte dal concerto all’aperto che si tenne nel parco della Haigh Hall di Wigan il 24 maggio 1998, trionfale ritorno a casa per i ragazzacci diventati eroi del brit pop. Nella performance che si tenne di fronte a oltre 30 mila persone c’è la vitalità che manca ai dischetti contenenti le B side. È la testimonianza di un momento importante per la band – tutti lo ricordano non come il loro concerto migliore, ma di certo come il più significativo – anche se il quintetto si stacca solo in rari momenti da un suono genericamente rock, Ashcroft non offre performance vocali particolarmente ispirate e il suono ha il carattere mostruoso e poco definito dei grandi concerti all’aperto – nel libretto dell’album il bassista Simon Jones indica come modello gli Stooges, una grande band senza grandi musicisti. Fra le esecuzioni più eccitanti, il sabba finale “Come on” e “The rolling people”, che fanno da trait d’union fra i vecchi e i nuovi Verve, mentre “Bitter sweet symphony” chiude prima dei bis, introdotta come una “modern day blues song”. In coda ci sono altri dodici brani tratti da tre diversi concerti negli Stati Uniti e Inghilterra fra l’estate del 1997 e il gennaio del 1998. L’atmosfera da club si sposa meglio alla musica del gruppo, le esecuzioni sembrano più a fuoco e incisive – si sentano a titolo di esempio i 7 minuti di “A Northern soul” – ed è un peccato che i titoli ripetano, per metà, la scaletta di Wigan. Nel complesso, l’edizione super deluxe di “Urban hymns” assolve al doppio compito di sistematizzare il materiale d’epoca e di rilanciare il mito dell’album che trasformò i Verve in pop star. “Vivevo in un monolocale e nessuno mi salutava quando camminavo per strada”, dice Ashcroft nel libretto che accompagna il box set. “Nel giro di sei mesi la gente usciva di casa solo per vedermi entrare in auto”.

TRACKLIST

#1
01. Bitter Sweet Symphony (05:57)
02. Sonnet (04:21)
03. The Rolling People (07:01)
04. The Drugs Don't Work (05:04)
05. Catching The Butterfly (06:26)
06. Neon Wilderness (02:37)
07. Space And Time (05:36)
08. Weeping Willow (04:49)
09. Lucky Man (04:53)
10. One Day (05:02)
11. This Time (03:51)
12. Velvet Morning (04:57)
13. Come On (15:14)

#2
01. Lord I Guess I'll Never Know (04:50)
02. Country Song (07:51)
03. Bitter Sweet Symphony - James Lavelle Remix (05:51)
04. So Sister (04:11)
05. Echo Bass (06:38)
06. Three Steps (05:04)
07. The Drugs Don't Work - Demo (04:45)
08. The Crab (05:37)
09. Stamped (05:32)
10. Never Wanna See You Cry (04:32)
11. Bitter Sweet Symphony - MSG Version (07:02)
12. The Longest Day (07:21)
13. Lucky Man - Happiness More Or Less Mix (04:56)

#3
01. Bitter Sweet Symphony - Extended Version (07:49)
02. This Could Be My Moment - Remastered 2004 (03:59)
03. Monte Carlo (04:56)
04. Life's An Ocean - BBC Evening Session (06:04)
05. A Man Called Sun - BBC Evening Session (05:36)
06. The Drugs Don't Work - BBC Evening Session (05:31)
07. On Your Own - BBC Evening Session (03:17)
08. So Sister - BBC Evening Session (03:20)

#4
01. This Is Music - Live From The Haigh Hall Concert Hall (03:59)
02. Space And Time - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:00)
03. Catching The Butterfly - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:28)
04. Sonnet - Live From The Haigh Hall Concert Hall (04:41)
05. The Rolling People - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:15)
06. Neon Wilderness - Live From The Haigh Hall Concert Hall (02:43)
07. Weeping Willow - Live From The Haigh Hall Concert Hall (04:37)
08. The Drugs Don't Work - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:00)
09. Lucky Man - Live From The Haigh Hall Concert Hall (05:30)
10. Life's An Ocean - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:49)
11. Velvet Morning - Live From The Haigh Hall Concert Hall (06:00)
12. Bitter Sweet Symphony - Live From The Haigh Hall Concert Hall (10:07)

#5
01. One Day - Live From The Haigh Hall Concert Hall (05:33)
02. History - Live From The Haigh Hall Concert Hall (05:32)
03. Come On - Live From The Haigh Hall Concert Hall (10:43)
04. A New Decade – Washington DC 9.30 Club (3/11/97) (03:42)
05. The Rolling People – Brixton Academy (16/1/98)
06. On Your Own – Brixton Academy (16/1/98)
07. History – Brixton Academy (16/1/98)
08. The Drugs Don’t Work – Washington DC 9.30 Club (3/11/97)
09. Slide Away – Manchester Academy (11/8/97)
10. A Man Called Sun – Washington DC 9.30 Club (3/11/97)
11. A Northern Soul – Washington DC 9.30 Club (3/11/97)
12. Space and Time – Brixton Academy (16/1/98)
13. This Is Music – Manchester Academy (11/8/97)
14. Weeping Willow – Washington DC 9.30 Club (3/11/97)
15. Stormy Clouds (and Reprise) – Manchester Academy (11/8/97)
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