«HOW DO YOU SPELL HEAVEN - Guided By Voices» la recensione di Rockol

Weocome back Robert Pollard!

Secondo disco in meno di un anno per i Guided By Vices. E che disco...

Recensione del 23 ago 2017 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Robert Pollard e i “suoi” Guided By Voices hanno una storia travagliata, frastagliata e varia quanto la loro discografia. Ricca di episodi entusiasmanti e di ombre (scioglimenti, reunion, scazzi…), riempita da oltre 20 album di varia caratura e importanza. Questo nuovo disco – il numero 24 e il secondo in un anno visto che il precedente è uscito sempre nel 2017 – a dispetto dell’ennesimo cambio di line-up mostra una forma ancora notevole, con parecchie cose da dire e una bella capacità di centrare il bersaglio. Risultato: un ottimo indie rock/college rock/alternative rock che coinvolge e mette d’accordo un po’ tutti. Come è giusto che sia.

Ciò che si percepisce è che questa nuova conformazione dei GBV è più che una semplice backing band per Pollard e non si limita a eseguire i suoi pezzi accompagnandolo. Gli elementi caratteristici del rock dei GBV sono tutti qui: le melodie, la sensibilità pop, la malinconia, un tocco di psichedelia, gli afflati post-punk, le chitarre capaci di esplodere in rave-up e boati di energia, i testi che sono come quadretti carveriani… insomma, Pollard c’è, come si direbbe in gergo.

Se vogliamo – ed è un complimento, sia ben chiaro – “How Do You Spell Heaven” è definibile come un ottimo primo passo nel mondo di Pollard & c. per i non iniziati. In pratica chi fosse a digiuno della loro musica, per età anagrafica o interessi diversi, potrebbe scoprirli e fotografarli in maniera soddisfacente ascoltando questo album: e non è poco, visto che, di norma, il mantra è “procurati i primi dischi, poi passa al resto”.

Fra gli episodi più riusciti sono da citare il guitar pop dinamico e a presa rapida di “The Birthday Democrats”, lo schizzo acustico appena accennato di “They Fall Silent”, il rave-up incendiario di “King 007” e la bizzarra – ma molto d’atmosfera – “Steppenwolf Mausoleum”. E per gli amanti delle melodie più zuccherose, è imperdibile la title track.

Bentornato Pollard, viene da dire. Vedremo se si tratta di un momento di grazia passeggero oppure se ci sono i presupposti per una nuova batteria di bei dischi… per ora godiamoci ciò che abbiamo, senza troppe domande.

TRACKLIST

01. The Birthday Democrats (02:29)
02. King 007 (02:51)
03. Boy W (02:33)
04. Steppenwolf Mausoleum (03:21)
06. They Fall Silent (00:54)
07. Diver Dan (02:03)
08. How to Murder a Man (In 3 Acts) (02:43)
09. Pearly Gates Smoke Machine (04:01)
10. Tenth Century (02:37)
11. How Do You Spell Heaven (01:52)
12. Paper Cutz (02:36)
13. Low Flying Perfection (02:36)
14. Nothing Gets You Real (02:23)
15. Just to Show You (02:17)
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