«SATURNO - L'Ordine Naturale delle Cose» la recensione di Rockol

L'ordine Naturale delle Cose: leggi qui la recensione di "Saturno"

“Saturno” è il primo album di inediti de L’ordine Naturale delle Cose, band indie rock di Parma. Dieci tracce in italiano costruite intorno alle esperienze quotidiane, alle suggestioni e ai ricordi che vengono distorti e riverberati negli strumenti.

Recensione del 27 lug 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

L’ordine Naturale delle Cose è una band indie rock nata a Parma nel 2013. Stefano Cavirani alla voce e chitarra, Gioacchino Garofalo alla chitarra, Enrico Cossu a viola e violino, Davide Marino al basso e Omar Balestrieri alla batteria.

Hanno alle spalle solo un EP omonimo, pubblicato nel 2014, prova generale di quello che effettivamente è il loro primo disco. “Saturno” è uscito da poco, un paio di mesi, e ci presenta una band molto interessante, sicuramente più di quello che a prima vista (o ascolto) può sembrare. Dieci i pezzi in scaletta, tutti all’insegna di un indie rock dai contorni quasi sperimentali. Non è un caso che nella band militi Enrico Cossu, che con viola e violino regala quel qualcosa di assolutamente particolare a un’amalgama che già di base comunque funziona piuttosto bene.

Saturno è il pianeta associato alla malinconia, sentimento a sua volta legato alle creazioni artistiche, alla ricerca di significato, alla perdita e alla trasformazione. Ogni brano all'interno dell'album parla di uno o più di questi aspetti, in alcuni casi in modo più libero e tangenziale, altre volte in modo diretto, così come l'influsso di Saturno significa tante cose diverse, spesso apparentemente contraddittorie. L'intento de L'Ordine Naturale delle Cose è di fare la somma delle proprie influenze, di creare una rappresentazione concreta di ciò che tutti noi possiamo diventare, di come si cresce e si cambia in base anche agli influssi di chi ci sta intorno. I personaggi delle canzoni sono quindi frutto di suggestioni quotidiane, di ricordi, di vissuti, di persone entrate e uscite dalle nostre vite.

Tutto questo si traduce in pezzi al limite della psichedelia, vedi l’ottima “Cumulo nembi”, venati di sintetismi mai gratuiti e che generalmente creano un substrato quasi lo-fi che rende il tutto ancora più insolito. Poi d'accordo, si sente che i ragazzi ascoltano i Verdena, lo si capisce soprattutto dai testi, ma la vera forza della band sta nello straniare, o arrangiare che dir si voglia, quella carica melodica (che fondamentalmente distingue il loro songwriting) attraverso distorsioni e riverberi che sfociano spesso in momenti inaspettatamente aggressivi, vedi “Dirupo”. Un esordio interessante che forse andrebbe raffinato dal lato produttivo e del mix finale per dare un po’ più di corpo al tutto, ma che già così si pone come ottima base di partenza.

TRACKLIST

01. Lisa (04:15)
02. Fuzz Meteora (03:29)
03. Iori (03:37)
04. Cumulo nembi (03:23)
05. Dirupo (04:41)
06. Bfp (01:35)
07. Marea (02:37)
08. Canzone di fine estate (04:45)
09. Opaca - 2017 (04:46)
10. Saturno a caso (06:38)
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