Valerian Swing: leggi qui la recensione di "Nights"
Dopo un cambio di formazione il trio compie il giro di boa del quarto full lenght, in una fase di maturità personale e artistica che li ha portati progressivamente ad ampliare lo spettro sonoro oltre i confini heavy degli inizi.
Recensione del
09 lug 2017 a cura di
Marco Jeannin
Voto 8/10
Li abbiamo lasciati nel 2014 con “Aurora”. Li ritroviamo con “Nights” e una line up rinnovata, con la chitarra di Francesco Giovanetti al posto del basso di Alan Ferioli, al fianco dei confermatissimi Stefano Villani e David Ferretti. Loro sono i Valerian Swing e vengono da Correggio portando in dono otto pezzi di sano e corposo post metal dall’animo post rock. Una ventata di aria gelida in piena estate, e proprio d’estate è stato composto questo disco, più precisamente l’estate del 2016, per essere poi registrato tra Bologna e Reggio Emilia da Raffaele Marchetti e mixato da Matt Bayles (altro collaboratore già testato dalla band nei due precedenti dischi, anche in veste di produttore, e precedentemente al lavoro con band quali Mastodon, Isis, Botch, Russian Circles e molti altri) nel suo Red Room di Seattle. Mica pizza e fichi.
“Nights” è un ottimo lavoro, poco da aggiungere. Se stilisticamente i ragazzi hanno smussato gli angoli in favore di pezzi più fruibili rispetto al passato, l’indole post metal direi che può dirsi intatta. Il disco è stato scritto in un lasso di tempo piuttosto breve, questo stando a quanto dichiarato dalla band, e questa urgenza si percepisce sostanzialmente in tutte le composizioni. Pezzi quadrati ed essenziali, una caratteristica questa che una volta tirate le somme fa effettivamente la differenza: non c’è una nota fuori posto o, sia mai, di troppo. Dal punto di vista dell’arrangiamento, l’inserimento di una chitarra al posto del basso e il lavoro con i synth ha contribuito non poco all’alleggerimento del mood, permettendo al trio di sperimentare, senza però fare prendere la mano. “Three keys” in questo senso è piuttosto significativa… così come “Four horses” che parte invece immediatamente pigiando il pulsante math.
La partita “Nights” se la gioca qui, nell’alternanza di momenti soft a sfuriate più complesse ed arcigne, in pieno stile post, senza troppi fronzoli. Il risultato è un disco efficace, ficcante e bello da farsi scorrere addosso. Una conferma validissima per la band di Correggio.