Adam Carpet: leggi qui la recensione del nuovo "Hardcore problem solver"

L’immaginario è ormai definito, il suono evolve e la band sta girando a pieno regime. E’ passato meno di un anno dall'uscita del disco e già in casa Adam Carpet si pensa al futuro.

Recensione del 04 lug 2017 a cura di Marco Jeannin

Voto 7/10

Qualche mese fa concludevo la recensione di “Parabolas” con questa frase: “… se poi il futuro saranno pezzi come “Obsessed with casting” e “Pantone 18 - 2021” io voglio esserci”.

Il futuro è oggi, si chiama “Hardcore problem solver” ed è un EP di quattro pezzi che riporta in primo piano gli Adam Carpet, come da me auspicato in tempi non sospetti. Diego Galeri, Silvia Ottanà, Alessandro Deidda, Edoardo Barbosa e Giovanni Calella mettono sul piatto due strumentali più due pezzi cantati, un blocchetto molto compatto di nuova musica chiamata a tenere alto il livello di attenzione intorno ad una band che ha evidentemente la mano calda, scrive e registra e fa tutto con una qualità sempre crescente. Fondamentalmente ancora bagnato di quegli anni Ottanta che hanno intriso il disco, “Hardcore problem solver” prende una direzione più precisa andando ad approfondire i discorsi elettronici, wave e post rock lavorando molto sulla costruzione di un’atmosfera analogica notturna, quasi dark. Synth e chitarre che lavorano in tandem per costruire tessuti ansiogeni come quelli che si possono apprezzare nella titletrack, pezzo che trae ispirazione non a caso dalla serie tv Black Mirror, alternati a momenti di melodia più evidenti. Musica che si fa più minimale in “Rock is dead, mambo is not”, titolo che stilisticamente ricorda parecchio i Mogwai, per un pezzo che invece ha molta più elettronica di quelli dei colleghi scozzesi (anche se...). Parliamo di cinque minuti e mezzo completamente strumentali in cui gli Adam Carpet dimostrano di essere una band in piena fase di maturazione. Una crescita che questo EP certifica grazie a quattro pezzi che non scendono mai a compromessi, spostando ancora più in alto l’asticella rispetto a quanto fin qui sentito. “Hector Mann”, quello che posso considerare il singolo del disco, parte come pezzo dalle sfumature industrial per poi deviare repentinamente in zona Depeche Mode e Kraftwerk. E, per inciso, lo fa molto bene.

L’immaginario è ormai definito, il suono evolve e la band sta girando a pieno regime. E’ passato meno di un anno dal disco e già in casa Adam Carpet si lavora proiettati verso un futuro sempre più interessante. 

 

Tracklist

01. Hector Mann (04:31)
02. Miss Prudenzia Young (05:05)
03. Hardcore Problem Solver (04:42)
04. Rock Is Dead, Mambo Is Not (05:25)

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996