«HOKA HEY - Oregon Trees» la recensione di Rockol

Oregon Trees: leggi qui la recensione di "Hoka hey".

Cinque pezzi folk rock per l'esordio della band bresciana, sulla falsa riga di band quali Mumford and Sons e Lumineers, registrati all'ALPHA DEPt Studio di Bologna da Pierluigi Ballarin.

Recensione del 27 giu 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Oregon Trees: Andrea Piantoni (voce e chitarra acustica), Andrea Buffoli (chitarra e effetti) e Stefano Borgognoni (batteria e percussioni). Nascono a Brescia nel 2015 ma i tre componenti della band hanno tutti già sulle spalle una storia musicale. Andrea Piantoni, in arte Anam, ha pubblicato in solitaria l’EP "No One”, Stefano Borgognoni proviene da diversi progetti musicali Jazz e Pop mentre Andrea Buffoli, vecchia conoscenza di Rockol, ha un passato nei Chocolate Collective e, sopratutto, nei Jules Not Jude.

Oregon Trees è il nome scelto dai Anam e soci per questa nuova incarnazione musicale. Lo spazio di lavoro è, manco a dirlo visto il nome che i ragazzi si sono scelti, quello dei folk sponda Stati Uniti, con un retrogusto quasi cantautorale e pop a chiudere il cerchio. Una palette cromatica fatta di tonalità morbide e calde che dipingono cinque pezzi di ottima fattura. Delicati, ispirati, profondamente americani per quanto sempre e comunque di casa nostra. Profumo di Fleet Foxes, di Phosphorescent, Okkervil River e Shearwater, di Oregon ma anche di Texas, di praterie assolate e canyon di pietra dura, con in più quel tocco europeo che fa subito Mumford and Sons. Questo è “Hoka hey”, primo EP di casa Oregon Trees, cinque pezzi registrati all'ALPHA DEPt. Studio di Bologna dal sempre ottimo Pierluigi Ballarin che presentano un trio che sa bene come gestire la materia folk e lo fa senza troppe pretese. Perché “Eden” suona effettivamente come i Mumford (e fortunatamente non come la loro brutta copia, i Lumineers), e dai Mumford mutua la portata epica di grande respiro. Discorso che si fa prima leggermente più pop rock in “Colors” per poi recuperare l’identità folk nella ballad “If I went back”, con voce e chitarra che preparano il terreno per la malinconia tex mex agrodolce di “No one”. La titletrack messa in chiusura fissa definitivamente il mood dell’EP, sussurrando un ritornello che chiama a gran voce l’arrivo del disco. Disco che adesso possiamo cominciare ad aspettare. 

TRACKLIST

01. Eden (04:13)
02. Colors (02:53)
03. If I Went Back (04:28)
04. No One (04:11)
05. Hoka Hey (02:46)
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