«TRUTH IS A BEAUTIFUL THING - London Grammar» la recensione di Rockol

London Grammar, tra pop e sperimentazione: la verità è una cosa bella

Il trio britannico guidato da Hannah Reid torna sulle scene con un nuovo disco che conferma la buona impressione che ci si era fatti dei London Grammar quattro anni fa, con l'album d'esordio.

Recensione del 13 giu 2017 a cura di Redazione

La recensione

L'album d'esordio del trio britannico guidato dalla vocalist Hannah Reid, "If you wait" del 2013, fu una sorpresa: accolto tanto bene dal pubblico britannico (volò al secondo posto della classifica del Regno Unito) quanto dagli addetti ai lavori (ne scrissero piuttosto bene l'Independent e Consequence of Sound), portò all'attenzione del pubblico europeo, anche grazie a singoli fortunati come "Wasting my young years" e "Strong". "Truth is a beautiful thing" è l'ideale sequel di "If you wait": i London Grammar tornano con una manciata di brani con cui ripropongono, in versione più matura, le caratteristiche del precedente disco.

Per questo nuovo disco, Hannah Reid e compagni hanno collaborato con Paul Epworth e Greg Kurstin, i produttori di Adele, per intenderci. E si sente, nelle undici canzoni che compongono la tracklist di "Truth is a beautiful thing", il contributo dei due produttori: il suono è più curato rispetto a "If you wait", più raffinato, ma non snaturato. Basti ascoltare il singolo "Big picture", una ballad elettronica con una base minimal, tutta piano e beat, con un cantato che ricorda quello di Florence Welch. Non ci sono hit scalaclassifiche, non ci sono tormentoni pensati a tavolino: sembra un disco piuttosto onesto e sincero, questo secondo album in studio dei London Grammar - come il titolo stesso lascia intuire: la verità è una cosa bella.

A proposito dei nuovi pezzi (nell'edizione deluxe c'è anche una cover di "Bitter sweet symphony" dei The Verve) il trio spiega: "Il primo album parlava delle relazioni. Anche il secondo parla di relazioni, ma in maniera differente: probabilmente, riguarda la relazione che si ha con sé stessi, piuttosto che con una persona specifica. Abbniamo lavorato molto sulla dimensione cinematografica".

Con "Truth is a beautiful thing" i London Grammar confermano la buona impressione che ci si era fatti di loro quattro anni fa: il loro posto tra pop e elettronica e alternative sembra ben saldo. E sì, la verità è proprio una cosa bella.

TRACKLIST

01. Rooting For You (04:29)
02. Big Picture (04:41)
03. Wild Eyed (04:28)
04. Oh Woman Oh Man (04:37)
05. Hell To The Liars (06:04)
06. Everyone Else (04:05)
07. Non Believer (04:17)
08. Bones Of Ribbon (04:34)
09. Who Am I (04:22)
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