The Wer: leggi qui la recensione di "Werever"

Prodotto daI The Wer e Leonardo Leonori, registrato presso il Pentatonic Recording Studio, mixato e masterizzato sempre da Leonori, “Werever” è il disco di debutto dei The Wer, band synth pop romana attiva dal 2013.

Recensione del 08 giu 2017 a cura di Marco Jeannin

Voto 7/10

L’album è un percorso che cerca di racchiudere in sé tutti i tipi di relazioni sentimentali e di infatuazioni che generalmente contraddistinguono la fase adolescenziale. Ogni traccia racconta un’esperienza e un differente approccio all’amore, presentato in tutte le sue sfaccettature.

“Werever” è il primo LP dei The Wer, band romana attiva dal 2013, ed è un disco che parla d’amore: loro sono Alessandro Piccenna (voce e chitarra), Gianluca Fazio (basso e cori), Leonardo Sentinelli (batteria) e Flavio Veronici (chitarra e cori). L’esordio ufficiale risale al 2013 con l’EP “Morning comes electric”, seguito l’anno successivo da un secondo EP, “Pirouette”. L’impostazione sonora della band è indie rock di marca inglese; le reference sono i Two Door Cinema Club e Foals per la prima opera, Arctic Monkeys e Strokes per la seconda. Da questo background di partenza, i The Wer lavorano sia in studio che dal vivo per affinare il loro modo di fare musica portandolo gradualmente sempre più in zona pop. Nel 2016 i live vengono messi in pausa e la band si concentra per sei mesi a scrivere nuovo materiale. Pezzi che i nostri sperimentano poi nuovamente davanti ad un pubblico non casuale: i The Wer si esibiscono a Brighton proprio per capire se il lavoro fatto in studio ha portato i frutti sperati. Se il disco andava testato, tanto valeva testarlo davanti a chi questa musica se la vede fabbricare in casa. Come dargli torto?

E se oggi siamo qui a parlare di “Werever” evidentemente le cose sono andate per il verso giusto. I nove pezzi in scaletta rappresentano al meglio quelle che nei fatti erano le intenzioni della band, contaminare cioè la loro matrice indie rock con un pop sempre più elettronico, con qualche sfumatura R&B che male non fa. Largo quindi ai synth che vanno ad imbastire melodie ben definite nella loro semplicità, su cui poi si installa l’impianto elettrico, sempre molto ben dosato. Inevitabilmente l’orecchio rimanda ai The 1975, una delle band che più di tutte hanno sorpreso in termini di crescita negli ultimi anni. Una band che proprio su melodie semplici e ben arrangiate ha costruito la propria fortuna. Io ci ho sentito anche un tocco di Phoenix, sempre per rimanere in ambito pop. 

Basta poi ascoltare pezzi come “Floating” (il mio pezzo preferito del disco), Sidney (che fa sentire la mancanza dei Friendly Fires) o “Alibi” per avere un quadro definitivo della situazione. Sono pezzi che rendono perfettamente l’idea di ciò che è "Werever": un piccolo esempio di indie pop dal respiro internazionale, fatto davvero come si deve. 

Tracklist

01. Fedora (03:18)
02. Waves (02:38)
03. The Back of My Mind (04:12)
04. Floating (03:34)
05. Sidney (03:25)
06. Alibi (04:00)
07. A89 (03:29)
08. Pinkish Peach (04:10)
09. Fairytale of a Fleeting Peek (03:13)

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996